Antikomunista

"PERCHE' IL COMUNISMO E' IL CANCRO DELL'UMANITA'"

Eccomi

Blogger: antiKomunista
Visceralmente anticomunista. Cattolico, liberale e liberista. Amico degli Usa e di Israele. Supporto il Centro Destra. Senza paraocchi.

  • Contattami
  • Il mio profilo
  • Linkami

Sto leggendo:

Catechismo della Chiesa cattolica
"La tirannia della Penitenza" (P. Bruckner)
"Berserker!" (F. Saberhagen)
"La lunga strada della vendetta" (J. Lansdale)

Feeds

  • RSS 2.0
  • ATOM 0.3
  • Powered by Splinder

Contatore

visitato *loading* volte

giovedì, 08 maggio 2008
PENSIERO SERALE

D'Alema dice che bisogna ripensare l'opposizione. Dal cilindro ha tirato fuori un'idea nuova, originale, degna del suo talento di statista. Recuperare la sinistra radicale. Una cosa nuova. D'Alema è davvero un genio.  No?



Franceschini, portavoce ormai di se stesso, giudica deludente questo governo. Detto da chi aveva nel suo, Pecorario-Scanio e Mussi (tanto per citarne due a caso).

Postato da: antiKomunista alle 22:07 | link | commenti (6) |
pensieroserale, lem

BARZELLETTE ROSSE

Il leader dell'Idv Antonio Di Pietro dice di provare 'sconcerto e amarezza' per la decisione di Walter Veltroni di 'andare avanti da solo'. 'Per noi lui e' e resta il leader della coalizione alleata -spiega-ma ci dispiace che prenda decisioni senza consultarci, sapendo che lui da solo non va da nessuna parte visto che non raggiunge neanche il 50%. Ci auguriamo che Veltroni superi il suo buonismo di facciata e faccia un'opposizione concreta,altrimenti del governo ombra non restera' che l'ombra'. (Fonte Tgcom)



P.S.: intanto Pannella flirta con la sinistra radicale
..

Postato da: antiKomunista alle 16:36 | link | commenti (11) |
barzelletterosse

mercoledì, 07 maggio 2008
NEWS

Azz...Governo già fatto. 12 ministri con portafoglio. Altri 9 senza. In tutto una compagine di 60 elementi. Una bella differenza rispetto a Prodi. Speriamo bene.

Postato da: antiKomunista alle 20:07 | link | commenti (27) |
news

martedì, 06 maggio 2008
PENSIERO MATTUTINO

VOMITO...



Dei delinquenti naziskin, che siano stramaledetti, uccidono a calci e pugni un loro coetaneo che non aveva alcuna colpa se non quella di non aver dato loro una sigaretta. Per quel che ne penso io, dovrebbero essere tutti mandati in prigione senza processo e dovrebbe essere buttata via la chiave.  Punto.

Ma non riesco a contenere i conati di vomito quando leggo le stomachevoli dichiarazioni di Veltroni, lo pseudobuonista, il quale la butta subito in politica. I naziskin sarebbero frutto delle idee e della politica del centro destra italiano. Come se l'emergenza criminalità non fosse una realtà, e come se il fatto che il 70 per cento dei crimini compiuti da immigrati clandestini sia una casualità. Mi fa ribrezzo quando questi signorini di sinistra, nutriti a cinema e cazzate (Marx) ancora una volta si ergono a giudici e censori, a portatori di verità assolute. E Roma ne sa qualcosa. Proprio gli eredi del Pci dovrebbero sotterrarsi sotto chilometri di terra e stare zitti. E lasciare che il silenzio purifichi le loro sporche coscienze. Hanno sempre creduto in mamma Urss e odiato la Nazione in quanto tale. Hanno sempre coltivato gli estremisti, preparato sino agli anni 70 insurrezioni armate. Hanno incubato le brigate rosse, sono direttamente o meno responsabili delle bandiere di Israele bruciate a Torino e delle violenze No-Global. Eppure mai una parola di autocritica. Niente. Sfruttano ignobilmente quest'ultimo fatto di cronaca per attaccare a testa bassa il centro destra e non dicono niente di tutte le violenze compiute sotto i disvalori e le idee assassine da loro propagate per decenni ed in cui loro stessi hanno creduto sino a qualche anno fa. Non cambieranno mai. E per questo meritano di essere cancellati dalla vita politica italiana con il voto degli elettori.

AK

Postato da: antiKomunista alle 10:03 | link | commenti (44) |
pensieromattutino

giovedì, 01 maggio 2008
PENSIERO NOTTURNO

Tutta la mia solidarietà a Bertinotti ed a Israele. Caro Berty, hai capito cosa succede a blandire i teppisti dei centri sociali?

Spero vivamente che il nuovo governo chiuda tutti questi covi di delinquenti e pezzenti. A lavorare. Se ne sono capaci.


Postato da: antiKomunista alle 22:57 | link | commenti (20) |
pensieronotturno

PENSIERO NOTTURNO

Povero, povero, povero Fassino. Nega tutto a "Porta a porta". Non è vero che a Roma ci siano rom e accattoni. Non è vero che la sinistra non abbia a cuore la sicurezza, è la destra che ci ha marciato. Non è vero che il governo Prodi ha fatto schifo. E' che c'era solo una divaricazione con la sinistra estrema. Fassino...ma dov'eri in tutti questi mesi? In Birmania? Bravi, continuate così...

Fassino_Consorte-781368P.S.: Vespa ha zittito Fassino quando questi diceva che in Italia non è vero che i criminali arrivano perchè sanno di farla franca. Alemanno ha consigliato vivamente all'ex segretario di
farsi un giro per le città. Stupendo.

Postato da: antiKomunista alle 00:21 | link | commenti (20) |
pensieronotturno

mercoledì, 30 aprile 2008
NEWS

Potrà mai essere rimpianto un governo che ha messo pure on line tutte le denunce dei redditi degli italiani? Meno male che da domani Prodi è definitivamente defunto.

Postato da: antiKomunista alle 19:10 | link | commenti (11) |
news

martedì, 29 aprile 2008
IMMAGINI DAL MONDO

birra

Postato da: antiKomunista alle 11:48 | link | commenti (8) |
immaginidalmondo

NEWS

Ma l'Italia dei valori del manettaro Di Pietro (e solo dei suoi valori) non doveva fare gruppo unico in parlamento?

Postato da: antiKomunista alle 11:20 | link | commenti (6) |
news

lunedì, 28 aprile 2008
NEWS

Il marito della Palombelli ha perso

Postato da: antiKomunista alle 18:55 | link | commenti (8) |
news

giovedì, 24 aprile 2008
ARTICOLI RUBATI - 131

25 APRILE 2008

Paolo Guzzanti



In un impeto didattico Valentino Parlato sul Manifesto avverte di sentire il “puzzo” di Alemanno. E tutta la sinistra che ha perso le elezioni, unita con quella estinta dalle elezioni annuncia di voler scendere oggi in piazza contro l’esercizio della democrazia, contro la libertà di voto, contro il popolo sovrano e le sue scelte. Quale brezza: par d’udire le voci dei patrioti scesi dai monti per combattere il tedesco invasore. E che pena dover prendere atto della decadenza (dobbiamo supporre) anche mentale di un uomo fine come Valentino Parlato ridotto ad esprimersi come un miserabile cialtrone che usa la fisiognomica lombrosiana per aggredire il candidato sindaco di Roma di cui avverte “il puzzo” e di cui discute le sembianze fisiche.

Il fatto è che l’ondata di insulti squadristi e forcaioli della stampa di sinistra che abbiamo letto ieri, in particolare sull’Unità, sul Manifesto e su Europa dimostra quanta sconsideratezza e quanto rabbioso panico animi oggi quell’area funestata dalla sconfitta e dall’ira: una festa come quella del  25 aprile che almeno nelle intenzioni e nelle speranze dovrebbe essere di tutti, condivisa da tutti, viene scippata brutalmente come “cosa nostra” e usata come una clava per dare addosso non soltanto a una parte politica avversa, ma più precisamente alla parte politica che, per aver vinto le elezioni con un distacco del dieci per cento, rappresenta la stragrande maggioranza degli italiani. Si tratta dunque di un atto di violenta arroganza verso la maggioranza degli elettori e di uno sfregio alla  stessa democrazia ammannito con sufficienza proprio in nome della democrazia sempre secondo il principio secondo cui anche la democrazia, come la festa nazionale, per loro è “cosa nostra”, e da usare come una clava. Del resto, anche nel corso degli anni scorsi il 25 Aprile è stato trasformato in una giornata di odio, in una mascherata che, sotto le insegne del 25 aprile del 1945 – quando l’esercito degli Stati Uniti d’America insieme ad alcune armate britanniche e francesi liberarono l’Italia – spaccia tutt’altra merce. Ma mai si era parlato di puzzo e di caratteri fisici, come soltanto era stato fatto dal fascismo con le leggi razziali del 1938 contro gli italiani ebrei. Mai la sinistra italiana si era fatta razzista e dunque nazista. Finalmente, per il 25 Aprile del 2008, settanta anni dopo quelle leggi, ci è riuscita.

Postato da: antiKomunista alle 23:03 | link | commenti (9) |
articolirubati

martedì, 22 aprile 2008
NEWS

Povero Rutelli...se pure a Ballarò prende meno applausi di Alemanno...

Postato da: antiKomunista alle 22:33 | link | commenti (25) |
news

lunedì, 21 aprile 2008
PENSIERO TARDOPOMERIDIANO

Italia: dove tutto è possibile



Stefio che viene perseguitato.

Una prof che si fa toccare ben bene il sedere dagli alunni: prima viene sospesa e poi reintegrata.

Un altro prof che invece fuma in classe: prima viene sospeso e poi reintegrato.

Per non dimenticare quell'altro docente sospettato di pedofilia (ed il materiale pedopornografico in casa sua c'era) che non potendo essere licenziato lo si continua a far lavorare. Certo, lontano dai bambini, ma continua a lavorate.



E poi dice che uno si butta a destra...

Postato da: antiKomunista alle 17:58 | link | commenti (23) |
pensierotardopomeridiano

ARTICOLI RUBATI - 130

I privilegi dei bonzi del lavoro (Sergio Soave-Il Foglio)




Il sindacato ha 12 milioni di tesserati, ma il 78 per cento degli italiani non lo ama

Le caste si moltiplicano. A quarant’anni dal ’68, quando sotto accusa era la casta dei “mandarini” universitari, ora la polemica contro le consorterie autoreferenziali si concentra contro i politici e – ora con il libro di Stefano Livadiotti (L’altra casta, Bompiani, 15 euro) – attacca i sindacalisti.

L’analisi della verbosità, dell’invadenza, dell’inefficacia, dello spaesamento (nel senso di estraneità ai problemi del paese reale), della chiusura corporativa e persino dell’ignota potenza finanziaria del sindacato italiano sono trattati da Livadiotti con l’agilità di linguaggio del cronista, che preferisce citare dati e numeri, sondaggi e inchieste, piuttosto che addentrarsi in complesse interpretazioni sociologiche o storiche.

Vale la pena di ripercorrere i cinque temi scanditi nei capitoli del saggio, si direbbe i cinque capi d’accusa della requisitoria, anche per riscontrare come quegli stessi temi abbiano inciso nelle vicende italiane, comprese le recenti consultazioni elettorali, e da quali radici abbiano tratto origine.

Il sindacato impopolare

Le confederazioni vengono percepite dalla stragrande maggioranza dell’opinione popolare come una presenza inutile se non dannosa: secondo le inchieste citate da Livadiotti addirittura il 78,3 per cento della popolazione li vede “come il fumo negli occhi”. Questo nonostante, o forse a causa, dell’estesissima copertura mediatica degli interventi dei tre leader che parlano di tutto, nelle 1.485 esternazioni meticolosamente conteggiate nel corso di un solo anno. Il divario tra popolarità reale e presunzione dei vertici pone il problema, centralissimo per organizzazioni sindacali, della rappresentanza. Com’è noto, dai dati delle iscrizioni alle confederazioni si ricava che, sui quasi 12 milioni di tesserati, la metà sono pensionati, mentre quasi un quarto dei lavoratori attivi appartiene al pubblico impiego. Questo significa che la maggior parte degli iscritti al sindacato vive in condizioni che si ritengono al riparo del mercato e della concorrenza, il che spiegherebbe, pur senza giustificarlo, il ritardo accumulato dalle confederazioni nei confronti dei problemi della competitività, quelli decisivi per determinare la crescita o il declino del sistema produttivo. Da questo spaesamento di fondo derivano le conseguenze denunciate da Livadiotti: la concertazione puramente verbale, l’abbandono della rappresentanza di giovani e precari, la difesa dei “fannulloni” e la mancata tutela salariale del lavoro produttivo, la disseminazione di sigle sindacali e di contratti nazionali (che nessuno sa esattamente neppure quanti siano) e degli scioperi inutili o puramente simbolici, la colpevole disattenzione verso la sicurezza del lavoro.

Il finanziamento distorsivo

Lo squilibrio tra il panorama della distribuzione dei lavoratori nell’apparato produttivo e quello registrato nel tesseramento delle confederazioni è determinato anche dalle forme specifiche di finanziamento del sindacato. La massa di circa 20 mila funzionari, ai quali vanno aggiunti i “distaccati”, provenienti dalle grandi aziende e dalla pubblica amministrazione, rappresenta un costo elevato, cui si fa fronte con il tesseramento e i servizi erogati. Il tesseramento, basato su un bizantino sistema di deleghe dalle quali è quasi impossibile uscire, non è più come in passato un momento di verifica della rappresentatività. Una volta firmata la delega, magari per ottenere un servizio di assistenza fiscale o previdenziale, il lavoratore o il pensionato non ha praticamente più modo di liberarsene. La disdetta si può dare solo in certi giorni, prevede un iter complesso, il che scoraggia molti che pure non sono contenti di ricevere una detrazione sindacale sulla busta paga o sulla pensione. L’attribuzione alle confederazioni di una funzione di consulenza fiscale ufficiale, in condizioni di sostanziale monopolio (pur bocciato dall’Europa perché lesivo dei principi di libera concorrenza), come quella esercitata sulle questioni previdenziali che si basa sugli elefantiaci organismi territoriali dell’Inps dominati dai sindacati, rappresenta una forma surrettizia di finanziamento pubblico, che si raddoppia con la richiesta o almeno il pressante invito al lavoratore che chiede un servizio di iscriversi alla confederazione che lo gestisce. I Centri di assistenza fiscale, Caf, e i patronati, con il tesseramento indiretto che promuovono e con i contributi pubblici che lo stato e l’Inps versano per la loro attività, sono probabilmente la maggiore fonte di finanziamento delle confederazioni, il che le porta inevitabilmente a trasformarsi da rappresentanti dei lavoratori in una sorta di burocrazia parastatale. E a essere considerate tali da lavoratori trattati da clienti cui fornire servizi e non da soggetti da rappresentare.

La difesa del privilegio

Naturalmente i sindacalisti non hanno trascurato di tutelare gli interessi di una particolare categoria: la loro. Livadiotti esamina la serie di leggi e leggine che hanno consentito e tuttora consentono a sindacalisti, soprattutto a quelli “distaccati” dalle grandi imprese e dalla pubblica amministrazione, di ricevere lauti assegni previdenziali o altre regalie. Dalla legge del 1974 firmata dall’ex vice segretario della Cgil Giovanni Mosca, che in sei anni ha fornito una pensione senza copertura contributiva a circa 20 mila funzionari sindacali (e politici) col costo per l’Inps di dieci miliardi di euro fino ad oggi si sono susseguiti provvedimenti onerosi di autotutela dei sindacalisti.

Inoltre la pratica di distacchi retribuiti e dei permessi sempre retribuiti per l’attività sindacale, che nel complesso interessano ben 700 mila persone, determina un altro costo assai pesante per le grandi imprese e per la pubblica amministrazione. Inoltre la disseminazione di organismi nei quali è prevista la presenza, ovviamente retribuita, di rappresentanti delle confederazioni, ha assunto dimensioni ragguardevoli, almeno il 7 per cento degli amministratori di enti pubblici. Alle circa 26 mila poltrone occupate dai sindacalisti vanno aggiunti una serie di organismi paritetici con i rappresentanti di sindacati e aziende private, le camere di commercio, gli organismi decentrati del Cnel, senza contare la fitta rete di società partecipate dai comuni, dove un posto o meglio tre per i rappresentanti dei lavoratori si trova quasi sempre.

I nullafacenti del pubblico impiego

Com’è noto, da almeno dieci anni nessuno è stato licenziato nell’immenso caravanserraglio del pubblico impiego per scarso rendimento. Se ne dovrebbe dedurre che il rendimento della pubblica amministrazione è eccellente, ma tutti sanno che questo è il contrario della verità. Il fatto è che il pubblico impiego italiano è elefantiaco perché inefficiente, inefficiente perché elefantiaco. E’ qui che le confederazioni (e i sindacatini autonomi) hanno il loro punto di forza, visto che il tasso di sindacalizzazione dei dipendenti pubblici è circa il doppio di quello dei dipendenti delle aziende private ed è più alto al crescere del livello gerarchico. All’Inps, dei 43 dirigenti generali, solo uno non è iscritto ai sindacati. La distribuzione territoriale del pubblico impiego è assai diversificata, in Lombardia c’è un dipendente dell’amministrazione centrale ogni 10 mila abitanti, in Abruzzo 45. Più scarsa è l’attività economica, più personale pubblico c’è ad assisterla. Confagricoltura ha calcolato che, su un milione e mezzo di addetti all’agricoltura, ci sono un milione e 200 mila dipendenti pubblici che si occupano di agricoltura.

Naturalmente a tutte queste storture ha collaborato attivamente il clientelismo, ma l’azione del sindacato, che difende strenuamente i fannulloni nella pubblica amministrazione rappresenta il freno decisivo che impedisce ogni azione di disboscamento e rinnovamento.

D’altra parte la forza contrattuale concentrata in quest’area ha fatto si che le retribuzioni del pubblico impiego aumentino in media del 5 per cento l’anno, mentre quelle dell’industria e dei servizi privati ristagnano. Se poi le assenze per “malattia” nel pubblico impiego sono tre volte più consistenti che nel settore privato, il sindacato si offende se si parla di assenteismo.

Come far fallire Alitalia

Livadiotti esamina la situazione in alcune società che sarebbero private ma che per il ruolo che vi esercita la proprietà pubblica subiscono una pressione sindacale, delle confederazioni e ancor più del pulviscolo del sindacalismo autonomo, insopportabile. Leggere, una dopo l’altre, le vicende dell’Alitalia, delle Ferrovie, delle Poste, dell’Inps. dell’Enav, l’ente per il controllo dei voli, e persino della Banca d’Italia fa davvero impressione. Sembra di leggere un romanzo di Gogol, con i sindacati al posto delle gerarchie zariste. D’altra parte se, come pare, gli amministratori di Aeroflot hanno detto di aver trovato nel sindacalismo della compagnia di bandiera italiana comportamenti peggiori di quelli dei sindacati sovietici, c’è davvero da preoccuparsi. Manca un capitolo sulla Rai, che probabilmente non sarebbe privo di spunti interessanti, o magari su quel che capita in qualche grande giornale di informazione.

Lo spazio stretto di un’autoriforma

Le reazioni dei diretti interessati alle documentate denunce sono state scontate e burocratiche. Criticare i sindacati equivale ad attaccare i lavoratori, ma questa identificazione, che presuppone un sistema limpido di rappresentanza, è esattamente il punto in discussione. La domanda che viene spontanea è se ci sia ancora lo spazio per un’autoriforma del sistema di potere confederale, oppure se questa sia un’illusione simile a quella che i comunisti occidentali nutrivano nella possibilità di autorigenerazione del sistema sovietico. Il problema è sempre lo stesso, la rappresentanza del lavoro, quello vero, che viene sostituita dalla strenua difesa dei fannulloni. L’efficacia inesorabile di questa difesa dà la dimensione dello strapotere sindacale (e della complice pavidità delle controparti), ma anche quella del distacco delle confederazioni dalla loro funzione specifica e del loro spaesamento.

Postato da: antiKomunista alle 14:51 | link | commenti (8) |
articolirubati

sabato, 19 aprile 2008
PENSIERO NOTTURNO

Il diavolo...



"Berlusconi è riuscito a far sposare agli italiani i suoi valori (il denaro e non il valore) tramite le sue televisioni per poi sfruttarli in politica".



Oliviero Diliberto (sentito poco fa a Matrix)

P.S.: continuate  a ragionare così e noi continueremo a vincere.



Postato da: antiKomunista alle 00:55 | link | commenti (42) |
pensieronotturno

venerdì, 18 aprile 2008
BARZELLETTE ROSSE

Lettera 2 (Da Dagospia)



Fuksas afferma che la frase "Meglio primo in un villaggio che secondo a Roma" sia stata pronunciata da Cicecerone, accusando Berlusconi di ignoranza ad "Anno zero". In realtà è stato Cesare a dire " Io comunque preferirei essere il primo fra costoro che il secondo a Roma " attraversando un villaggio di barbari abitato da pochissime persone (Plutarco, Vita di Cesare, 11, 4).

Che ciuccio questo architetto!

Danilo

Postato da: antiKomunista alle 22:09 | link | commenti (55) |
barzelletterosse

giovedì, 17 aprile 2008
ARTICOLI RUBATI - 129

E poi scrivono allarme rosso sui conti pubblici



Mario Giordano



I partiti spariscono, i contributi ai loro giornali no. E sapete perché? Perché ci ha pensato Bersani. Ma sicuro, proprio lui, il sinistro all’emiliana, simpatico liberalizzatore panna&prosciutto: è bastato un piccolo comma nel suo provvedimento per garantire che Notizie Verdi possa incassare ancora il suo lauto assegno annuale (l’ultimo ammontava a 2 milioni 710mila euro) e per non far mancare a Rinascita della Sinistra, organo dei Comunisti italiani, l’abituale argent de poche (415mila euro). Si capisce: gli elettori voltano le spalle, le casse dello Stato no: bandiera rossa, la si stamperà. A spese nostre.

E dire che quello di Bersani era nato (ed è passato alla piccola storia del governo Prodi) come un provvedimento a favore dei consumatori. Figuratevi quelli contro. In effetti grazie al comma 3-ter dell’articolo 20 eccetera eccetera, come spiega qui di fianco la nostra Emanuela Fontana, continueremo a finanziare vita natural durante anche i giornali di quei partiti che sono stati cancellati dalla storia e dagli elettori: 298mila euro a Democrazia Cristiana, edito dalla «Balena Bianca srl» organo della Magna Grecia Sud Europa, 472mila euro al fondamentale Socialista Lab del Partito socialista e 3 milioni e 718mila euro a Liberazione di Rifondazione comunista. Gli italiani pare si siano espressi piuttosto chiaramente: il comunismo non lo vogliono rifondare. E anche sul Partito socialista hanno qualche perplessità. Però si possono tranquillizzare: se i partiti politici diventano reperti archeologici, i giornali ne conserveranno in eterno il ricordo. Sarà una specie di museo cartaceo alla memoria dove tutto parlerà al passato. Tranne il conto, espresso in attualissimi euro.

Per esempio: il Partito democratico. È la novità, no? La svolta, il «tutto che cambia». In effetti: tutto cambia, tranne i suoi giornali. Che restano due, e ben distinti, come i loro finanziamenti: 3 milioni e 613mila euro a Europa della Margherita e 6 milioni e 507mila euro all’Unità. L’integrazione? Sulla carta, è il caso di dirlo. E con un bel po’ di inchiostro sopra. Perché i tagli agli sprechi sono importanti. Purché cominci qualcun altro.L’altro giorno in conferenza stampa il futuro premier Berlusconi l’ha detto a mo’ di battuta. Ma forse sarebbe il caso di chiedersi sul serio se abbia ancora senso versare ogni anno 6 milioni e 507mila euro (cioè circa 13 miliardi delle vecchie lire) nelle casse dell’Unità. Con tutto il rispetto per il lavoro dei colleghi: vi pare possibile che su 26 milioni di euro versati ai giornali di partito, 10 milioni vadano agli organi (due) del Pd e altri 6 milioni agli organi (tre) della Sinistra Arcobaleno, che ora nemmeno esiste più nel nostro Parlamento? Fra l’altro: ogni tanto anche questi giornali, come tutti, pubblicano il solito avvertimento «allarme sui conti pubblici». E onestamente fa un po’ ridere. Allarme conti pubblici? Eccome no: allarme rosso. E anche un po’ verde.

Se poi dai giornali di partito, si allarga lo sguardo agli altri, quelli finanziati dallo Stato perché editi da cooperative, si scoprono mondi meravigliosi. E viene da domandarsi perché mai noi tutti siamo costretti a contribuire alla pubblicazione di Chitarre, Motocross, Mare e Monti (che sia una pizza editoriale?), Minerva, Luna Nuova, Jam, Agrotecnico oggi (ma anche domani e dopodomani), L’araldo lomellino, L’aurora della Lomellina, Amore vince, Spazio rurale, Modus vivendi e L’eco della Basilicata. Per carità, saranno tutte testate fondamentali per il Paese. Ma quando vedo che Ottopagine (editrice L’approdo) ci costa 1 milione e 296mila euro l’anno mi verrebbe da chiedere: se facciamo Quattropagine, almeno, ci fate lo sconto?

Oggi cominciamo a pubblicare l’elenco dei giornali di partito. Domani andremo avanti. Come vedete, c’è molto da scoprire. Vi anticipo solo altri due dati, così per mettervi sul gusto: non ci crederete ma spendiamo 506mila euro l’anno per stampare Fare Vela e la bellezza di 2 milioni e 582mila euro per Cavalli e Corse. Il messaggio, però, almeno qui è chiaro: o si sale in barca e si inverte la rotta, o dovremo darci all’ippica.

Postato da: antiKomunista alle 15:42 | link | commenti (18) |
articolirubati

PENSIERO POMERIDIANO

SPERIAMO BENE....





2_526whUna delle più longeve carriere politiche (è cominciata nel 1963), si conclude. O Almeno così spero.

Gli italiani non sentiranno la mancanza del peggior presidente del consiglio che la nostra storia abbia mai avuto. Io non sono buonista. Il disastro italiano è soprattutto colpa sua. A me Romano ha sempre fatto schifo. E' il peggio, del peggio, del peggio. Peggio di lui solo Di Pietro. Romano è l'incarnazione del boiardo di Stato che vive alle spalle dei cittadini; alimentando a sua volta un paralizzante ed incancrenito sistema di potere che non può fare nulla di buono per il paese perché, come un tumore, deve prima nutrire se stesso a danno del resto della Nazione. Romano poi incarna l'errore storico del cattolicesimo che si fonde con il comunismo. Un vero e proprio dramma etico prima che politico. Prodi non ha mai dimostrato grandi capacità in nessuna delle cose fatte nella sua vita. Dal suo inglese sgangherato, alle dubbie doti professionali, alla dubbia caratura umana. E..infine, resta, sullo sfondo, il misterioso episodio della seduta spiritica cui nessuno crede, durante il rapimento Moro. Una pagina oscura di Prodi che ci fa pensare a suoi collegamenti con frange estremiste della sinistra negli anni di piombo. E non dimentichiamo il mistero Nomisma-Kgb ed altre cose non troppo carine legate alla sua gestione dell'Iri. Forse un giorno ne sapremo di più su questo losco figuro. Speriamo. Intanto per ora se ne va.

Postato da: antiKomunista alle 15:29 | link | commenti (22) |
pendieropomeridiano

IMMAGINI DAL MONDO

miuccia-prada_zerbino_chi_excSINISTRA E RICCHI...

Postato da: antiKomunista alle 15:03 | link | commenti (45) |
immaginidalmondo

martedì, 15 aprile 2008
NEWS

Qualche sassolino..(post in continua elaborazione)





ulivoarriviafinemese

La butto lì, forse bisognerebbe commissariare Napoli e dintorni...

Da oggi ho una certezza in più. Sartori non capisce un c...o.


Quanto è bello vedere la faccia di Diliberto...Floris...ecc ecc...

Miii..non avevo ancora sentito la binda Bindi a "Porta a Porta". Uno dei peggiori prodotti dell'abbraccio mortale fra comunismo e cattolicesimo è proprio la suddetta incapace. Peccato sia stata eletta...la sua assenza dal Parlamento sarebbe stata la ciliegina sulla torta.

Franceschini è scoppiato...mischino.

Mieli incredibile: "Da quando Berlusconi è entrato in politica è sempre stato maggioranza nel Paese. Le elezioni del 2006 furono vinte per modo di dire".

Ma..mi spiegate sta storia di Bersani che dice..."ora smettetela, che ogni volta che andiamo al governo dobbiamo rimediare ai vostri debiti". Si è per caso fumato una canna? Mi sembra che ormai tutti dicano che la sinistra, questa sinistra, ha sfasciato le casse statali e riempito la gente di tasse.

Che fine ha fatto Prodi? E i sindacati?



Postato da: antiKomunista alle 22:09 | link | commenti (67) |
news

NEWS

Illy...e beviti un caffé...

Postato da: antiKomunista alle 20:14 | link | commenti (23) |
news

VITA VISSUTA

Di Pietro non ci ha ancora allietato con il suo forbito eloquio...

Postato da: antiKomunista alle 17:24 | link | commenti (25) |
vitavissuta

VITA VISSUTA

Or ora è comparso Fassino al Tg1. Il fantasma ha fatto giusto in tempo a tornare dalla Birmania (o dove diavolo era a fare danni) ed ha assistito alla debaclé. Porterà mica sfiga?

Postato da: antiKomunista alle 17:14 | link | commenti (9) |
vitavissuta

NEWS

Sono stupito e anche un pò compiaciuto per la mia Nazione. Bush che si complimenta calorosamente e in un modo inusuale con Belrusconi. Sarkozy che propone un incontro subito per una "concertazione stretta fra i due paesi". Ma prima c'era o no un governo?

Postato da: antiKomunista alle 16:37 | link | commenti (27) |
news

NEWS



Roma, 15 apr. (Ap) - Papa Ratzinger ha detto di "vergognarsi profondamente" di quanto accaduto negli Stati Uniti con gli abusi sessuali dei preti, impegnandosi a fare "tutto il possibile affinchè questo non si ripeta in futuro". Lo ha sottolineato rispondendo ai giornalisti durante il viaggio che lo sta portando proprio negli Stati Uniti. "E' una grande sofferenza per la Chiesa negli Stati Uniti, per la Chiesa in generale e per me personalmente - ha proseguito il Papa - che sia potuto accadere. "E' difficile per me capire come sia stato possibile che i religiosi abbiano tradito in questo modo la loro missione". "Escluderemo completamente i pedofili dal sacerdozio - ha aggiunto - è meglio avere buoni sacerdoti che tanti sacerdoti".

Postato da: antiKomunista alle 16:32 | link | commenti (33) |
news

EDITORIALE

reggioemilia_1Alcune considerazioni:

Dopo tanto parlare di questo "porcellum" (ho sempre avuto dubbi che tutto fosse colpa di una legge elettorale): solo cinque forze politiche. Ampia maggioranza in entrambi i rami del parlamento. I fatti valgono più di mille parole. E gli italiani non sono stupidi.

Una cosa cancellerei: il voto all'estero. Non ha senso. Da ogni punto di vista.

Ho vinto la scommessa con Evergete e Tom. Avevo buttato lì un 33 per cento al Pd (se non ricordo male). Voglio una pizza e birra al frumento!

Di Pietro mi fa ribrezzo. Lo ritengo uno dei peggiori esempi di antipolitica. Un misto di demagogia, populismo, vuoto spinto e manette facili.

Faccio una "profezia". Di Pietro sarà distrutto dalla giustizia ad orologeria che ha usato per scalare il potere a danno di tanti cittadini innocenti. Veltroni dovrà guardarsi dal suo abbraccio mortale. E nel nuovo bellissimo parlamento è questo analfabeta la vera macchia nera.

Al cineasta nonostante il vuoto anch'esso spinto di idee (e il solito razzismo ideologico), deve essere concesso l'onore delle armi: ha messo da una parte la sinistra estrema, anche se ora dovremo stare attenti alla violenza che cova da quelle parti. Occhio. Bisogna vigilare e possibilmente chiudere i centri sociali.

Abbiamo, credo, la possibilità di vedere un'Italia veramente nuova e diversa. E sia Berlusconi che Veltroni potranno dialogare sui grandi cambiamenti di cui ha bisogno il nostro Paese.

Fronte Casini: i senatori ed i parlamentari che ha preso sono troppi. Avrei  barattato volentieri qualche rappresentante della sinistra arcobaleno con tutti i centristi casinisti.

Ma è vero che ormai l'Udc è marginale. Vedrete che con il cappello in mano (le loro dichiarazioni di ieri erano chiarissime...) verranno a chiedere di entrare nel centro destra. Ma ora non potranno fare altro che accettare senza alcuna possibilità negoziale quello che deciderà la  maggioranza.

I mass-media. Il messaggio del soviet unito è chiaro: in mancanza di altro bisogna inventare che Berlusconi è ostaggio della Lega. E poi tirar fuori le solite storie su dittatura, fascismo ecc ecc

Mi fanno sorridere. A che punto di servilismo ideologico siano arrivati i giornalisti italiani è sotto gli occhi di tutti. Loro, per la maggior parte, fanno parte di una casta che fa fronte unico con le banche, i grandi imprenditori parastatali, i cosiddetti intellettuali, l'elefantiaca burocrazia. Tutti a sinistra. Ma intanto gli operai ed i ceti più poveri votano centro destra. E su questo a sinistra nessuno si interroga. Peggio per loro.

Ora non resta che seguire cosa farà questo nuovo governo. Con speranza, ma anche pronti alla critica.

Sono amareggiato per il risultato di Ferrara, ma a lui va l'onore di aver riportato al centro della discussione politica un tema non proprio marginale come l'aborto.



P.S.: Beppe Grillo vai a f.......o!


Postato da: antiKomunista alle 10:40 | link | commenti (58) |
editoriale

PENSIERO NOTTUNO


NIENTE FALCE E MARTELLO

BUONA NOTTE ITALIA






normal_fora8

Una bellissima serata. Sono stanco ma felice. Una felicità che danno solo le belle e grandi vittorie. Ora tocca al centro-destra. Bisognerà vigilare perché tutto quanto fa parte delle promesse elettorali venga mantenuto. Domani mi dilungherò su tanti aspetti della giornata che si sta concludendo.




P.S.: Certo che Casini ha proprio una faccia di culo grande come una galassia...dice che ha tenuto botta...

Postato da: antiKomunista alle 01:17 | link | commenti (20) |
pensieronotturno

venerdì, 11 aprile 2008
NEWS

Un dato interessante, anche se  non credo possa essere interpretato come intenzione di voto...



Quasi due milioni e mezzo di spettatori: in tanti hanno seguito ieri Silvio Berlusconi a Porta a Porta. Gli spettatori sono stati per la precisione 2.496.000 con uno share del 31,56%. Il giorno prima Walter Veltroni era stato visto nel salotto di Vespa da 1.836.000 spettatori con uno share del 23,77%.

Postato da: antiKomunista alle 15:42 | link | commenti (57) |
news

COMUNICAZIONE DI SERVIZIO

Per quel che può valere, superato mezzo milione di contatti.

Postato da: antiKomunista alle 15:05 | link | commenti (10) |
comunicazionediservizio

PENSIERO MATTUTINO


" Il PCI NON ERA UN PARTITO IDEOLOGICO"




Che+infame

Per Veltroni, il Pci "non era un partito ideologico". E no..il compagno Togliatti che garantiva le epurazioni anche in Italia non lo faceva per ideologia. I soldi che arrivavano dal Pcus (è noto che il Pci era il partito comunista più finanziato d'Europa) non venivano dati per la sua sudditanza e fedeltà ideologica. Il Pci era così poco ideologico che alcuni dei "compagni" non pensarono mai di usare la violenza per sovvertire la società borghese. E gli anni di piombo sono una leggenda metropolitana. E l'appoggiare o giustificare tutte le ditature del mondo purchè fossero rosse, non era mica ideologia, ma amore per il colore del sangue. E potremmo continuare a lungo. Se Veltroni la mattina si guardasse allo specchio, credo si vergognerebbe di se stesso. Spero di vederlo presto in Africa.




P.S.: Clooney & Co. mi fate pena. Ogni volta che aprite bocca (fuori dal set), sparate solo cazzate.

Postato da: antiKomunista alle 10:50 | link | commenti (53) |
pensieromattutino

Banner



Attenzione: blog moralmente e antropologicamente inferiore

Per l'Occidente