"PERCHE' IL COMUNISMO E' IL CANCRO DELL'UMANITA'"

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Unione, i leader in onda 32 volte in 2 settimane
- di Antonio Signorini -
Trentadue passaggi radio-tv in diciassette giorni. Anche se limitata ai soli leader, la lista delle apparizioni mediatiche dell'Unione è di tutto rispetto. Nel periodo che va dal primo gennaio e fino a venerdì, il politico del centrosinistra più presente nel piccolo schermo è stato Francesco Rutelli.
Il leader della Margherita ha esordito il 10 gennaio a Ballarò (Rai Tre). Due giorni dopo era a Primo Piano, sempre sul terzo canale della televisione di Stato. Il 20 gennaio è stata la volta di Matrix e del famoso confronto con il premier Silvio Berlusconi che ha dato a Rutelli il picco di visibilità anche all'interno della sua coalizione.
Il giorno dopo l'esponente dell'Unione è tornato a Rai3, per la precisione a Chetempochefa. Il 23 gennaio ha addirittura messo a segno una tripletta, partecipando in un solo giorno a Tutte le mattine (Canale 5), Il processo di Biscardi (La7) e Otto e mezzo (La7). Il giorno dopo, un altro boom di popolarità, con tanto di strascico di polemiche, grazie all'intervista doppia delle Iene, su Italia Uno, assieme al presidente della Camera Pier Ferdinando Casini.Secondi a pari merito nella classifica delle presenze tv dell'Unione, il leader della coalizione Romano Prodi e, a sorpresa, il segretario di Rifondazione comunista Fausto Bertinotti. Il leader del Prc ha iniziato l'11 gennaio, assieme al premier Silvio Berlusconi, con la trasmissione di Rai Uno Porta a porta. L'ultima settimana del mese è stata la più densa di apparizioni tv.Dal 22 al 25, Bertinotti ha presenziato con ritmo giornaliero a Omnibus (La7), di nuovo Porta a porta (Rai1), Ballarò (Raitre) e Otto e mezzo (La7).
La lista dei cinque interventi in diretta di Prodi rivela una precisa strategia comunicativa. Il candidato premier della sinistra - è noto - non vuole andare in Tv, soprattutto se la prospettiva è quella di confrontarsi con l'avversario Silvio Berlusconi. Ed è anche evidente che il Professore stia cercando di svecchiare la sua immagine.
Il mezzo più adatto a questo scopo gli deve essere sembrata la radio visto che ben tre passaggi sono audio (il 19 gennaio a Radio anch'io, il 20 gennaio a Radio DeeJay e il 24 gennaio a Viva Radio 2 con Fiorello). Alla Tv solo due fugaci apparizioni (il 25 gennaio Dopo Tg1 e il 27 gennaio a Omnibus).
I Democratici di sinistra sembrano aver diviso scientificamente le partecipazioni radio-tv tra il segretario Piero Fassino e il presidente Massimo D'Alema. Ne sono toccate quattro a ognuno, sempre considerando esclusivamente il periodo dal primo gennaio fino alla settimane scorsa. Fassino ha iniziato il 14 gennaio con Chetempochefa di Fabio Fazio, due giorni dopo era a Porta a porta di Bruno Vespa. Il 26 gennaio a Radio Anch'io. D'Alema è l'unico che può vantare due partecipazioni a Porta a Porta in un mese: il 9 e il 23 gennaio. Gli altri due passaggi sono stati quello a Primo Piano (Tg3) il 19 gennaio e a Matrix venerdì scorso.
Tra le «seconde file» dell'Unione, da segnalare Enrico Letta, uno degli ospiti preferiti dalle trasmissioni più ascoltate e che, solo a gennaio, ha incassato una partecipazione a Otto e mezzo (il 18 gennaio), Porta a porta e a Markette (La7) di Piero Chiambretti. Tre passaggi per il presidente dei Verdi Alfonso Pecoraro Scanio: il 12 gennaio a Otto e mezzo (La7), il 26 gennaio a L'Incudine (Italia 1) e il giorno dopo a Liberi Tutti (Rete 4).
Lacrime e sangue
Mentre Berlusconi annuncia che aumenterà le pensioni minime a 800 euro (non piacerà ai sinistri, ma bisogna ricordare che dell'aumento a 516 euro ne hanno beneficiato quasi due milioni di anziani), il prode Romano Prodi ha annunciato (ma forse domani cambierà idea) che: la tassa di successione sarà ripristinata, naturalmente con dei distinguo, tutti dovranno pagare le tasse in modo tale che paghi meno chi già paga (il che equivale a dire, come sanno tutti i veri economisti, che da domani possono volare anche gli asini), e naturalmente sarà messa la patrimoniale.
Dove sono le novità del centro sinistra per attirare il voto dei moderati?
Poi arriva la perla del grande comunicatore:"Quando ero al governo, ogni 3 mesi, con Visco facevamo i conti e c'erano sempre più soldi del previsto. All'inizio ero stupito, ma poi ho capito che i cittadini pagavano regolarmente le imposte perché sapevano che eravamo seri". Sulla serietà di Visco, meglio stendere un velo pietoso. Per Prodi, evidentemente, all'inventore dell'Irap, nonchè abusivista edilizio, non è bastato mettere in ginocchio le piccole e medie imprese. Grazie di esistere Romano. Tu si che sei una persona seria.
L'ex ministro di Andreotti ed ex pupillo di De Mita, votato dai figli di Berlinguer, continua a prendere sberle meditatiche. La dispar condicio non lo salverà comunque da questa battuta (di Berlusconi):
"Quando Prodi smetterà di dire bugie sul mio conto, smetterò di dire la verità su di lui"
(da "Le guerre civili")
1 - C'è un imitatore o un comico (o semplicemente un co.....e) che non vuole imitare Fassino nell'ultimo periodo elettorale perchè dice che essendo di parte (indovinate quale), non vuole danneggiarla e quindi è legittimo fare satira contro il centro destra. Allora è vero che in Italia c'è un regime...
2 - Prodi ormai è un caso umano. Bofonchiando come suo solito ha detto, riferendosi alla par condicio, che "bisogna obbedire" a Ciampi. Caro Mortadella, io non vivo in una monarchia assolutista, quindi non sono tenuto ad obbedire al presidente della Repubblica. E siccome quello di Ciampi era un auspicio che va oltre le sue prerogative, non vedo che problema ci sia a non "obbedirgli".
Aritoppa....
Caro Presidente, mi permetta sommessamente di ricordarLe che la cosiddetta "par condicio", voluta da quel mascalzone (sia detto in senso affettuoso) di Oscar Luigi Scalfaro, suo indegno predecessore, entra in vigore a Parlamento sciolto. Gli "auspici" valgono tanto quanto. Ha già toppato due volte in poche settimane, caro Presidente, cosa le succede?
La Democrazia e Hamas
Dal Foglio
Niente più Sudoku...arriva il Kakoku....(sono aperte le danze per le battutacce...)
"Basta con questa campagna di veleni!" (il punto esclamativo l'ho aggiunto io).
Piero Fassino, il quale mi fa ormai tenerezza.
P.S.: Dico, hanno buttato addosso a Berlusconi, dal 1994, tonnellate di m...a; insulti di ogni tipo, dalla demenza all'essere il mandante di alcune stragi (tanto che manca solo lo si accusi di essere il mostro di Firenze). Si sono fregiati di una superiorità morale inesistente, visto che anche i cretini sanno che esiste un interessante e pericoloso intreccio a sinistra fra banche, cooperative rosse, operazioni più o meno lecite e potentati economici (ma la sinistra non stava dalla parte degli operai?).
Fra chi più pesantemente il presidente del Consiglio di recente, in testa proprio l'esangue Fassino. E questo tipo che non ha mai lavorato in vita sua, al quale vorrei far provare 12 ore di fila con tre lavori diversi, dico questo guitto da avanspettacolo (che addirittura ritenevo sino all'altro ieri un interlocutore serio...) viene a dire basta con questi veleni, ora che gli chiedono conto del "Abbiamo una banca"?.
La doppiezza etica e morale è sempre stata una caratteristica dei compagni. Fassino, come tanti altri suoi sodali,ha nel suo dna politico questa doppiezza. Ma non ha la caratura dei compagni che nei decenni scorsi lo hanno preceduto.
Se si affidano ad uno come Prodi per la seconda volta, potete capire quanto valgano tutti quanti. Povera sinistra.

COMINCIAMO BENE...
"I negoziati con Israele non sono nella nostra agenda - ha afferma Mushir al Masri, uno dei leader del movimento - E neanche riconoscere Israele fa parte della nostra agenda. Questa vittoria dimostra che Hamas è incamminata lungo la strada giusta. Non inganneremo il nostro popolo"
P.S.: domani il Nazifesto darà la colpa ad Israele, comunque, e gioira per l'affermazione dei terroristi...
“E' insostenibile questo sistema del collateralismo, questo 'triangolo delle bermude' tra cooperative rosse, giunte rosse e partiti della sinistra, che vengono finanziati dagli utili di queste cooperative che non pagano le tasse”.
Silvio Berlusconi
TOPPATA MEGAGALATTICA
Caro Presidente, con tutto il bene che Le voglio, credo proprio che questa volta Lei abbia preso una bella cantonata. Mi spiace, ma rimandando alle camere la nuova normativa sul divieto d'appello dell'accusa, ci rimanda indietro di vent'anni. Mi sembrano pure capziose le possibili ragioni per questa sua scelta. E Fassino, leader di un partito che per decenni si è battuto (almeno così ci hanno detto e ripetuto) su posizioni garantiste, si dice soddisfatto. Un neogiacobino a tutti gli effetti. Valli un pò a capire questi leader di una sinistra in crisi di identità e in coma profondo da decenni. Aspetto ansioso il solito gorgoglio di Prodi...o una nuova seduta spiritica. Che Moro lo illumini.
GRAZIE UNIPOL...
Emanuela Fontana per il Giornale
Si ringrazia Unipol, indirettamente anche un pool di banche e ancora, esplicitamente, «un acquirente» che comprando una bella fetta di immobili ha tolto parzialmente dai guai lo scatolone immobiliare dei ds: la Beta immobiliare srl. La nota integrativa della società Beta al bilancio 2004 contiene alcuni interessanti spunti per capire come la Quercia ha ridotto il proprio indebitamento che nel 2001 ammontava a oltre 580 milioni di euro. E per comprendere come questo processo sia stato gestito in gran parte dalla società controllata Beta ora in liquidazione grazie all'intervento di banche e costruttori, alla consulenza di Unipol merchant, e grazie al condono tombale inserito in finanziaria dall'allora ministro dell'Economia Giulio Tremonti. Un condono tanto contestato dal partito di Piero Fassino e Massimo D'Alema, che però è stato pronto a condonare il condonabile (oltre un miliardo delle vecchie lire) quando si è presentata l'occorrenza. Bisogna partire con ordine, dalla decisione della Beta di liberarsi del patrimonio immobiliare per ripianare i debiti, che sono poi anche parte dei debiti dei ds, che controllano la società (le quote sono divise tra sede centrale e federazioni locali.
Il pool bancario. La società Beta, si ricorda nella relazione allegata al bilancio ds, è stata posta in «liquidazione volontaria con delibera dell'assemblea straordinaria del 29.5.2003». Pur partendo da debiti largamente superiori ai 100 milioni di euro, la Beta ha chiuso la prima parte della liquidazione con 43.098.536 euro di saldo positivo. Non sufficiente, però, a ripianare i «buchi» del passato tanto che «il patrimonio rimane negativo per euro 7.154.255».
La prima operazione dei liquidatori è stata «liberare il patrimonio della società dalle ipoteche iscritte nel 1996-97 e 2000 su tutti gli immobili di proprietà della società oltre che su immobili di terzi datori». Il pool di banche: «Carisbo, Monte dei Paschi di Siena, Banca Intesa e Capitalia». Il debito: «oltre 130 milioni di euro».
L'acquirente. Questa operazione, si scrive, è stata resa possibile «negli ultimi giorni del 2003 con la cessione di un primo blocco significativo di immobili a un unico acquirente, che ci ha permesso di ottenere la chiusura della parte più corposa del debito bancario». Non viene descritto il tipo di rapporto tenuto con le banche nel dettaglio, alcune delle quali peraltro fornirono uno sconto di 44 milioni di euro ai ds (su un blocco complessivo di 88 milioni di euro di debito). L'identità dell'acquirente che ha risolto molti guai alla Beta compare invece all'ufficio ipoteche di Roma: la società che nella Capitale ha rilevato dodici immobili in un solo atto del 23 dicembre 2003 è la Tosimmobiliare trading, della famiglia Angelucci, editori dei quotidiani «Libero» e «Il Riformista». Tra gli immobili ceduti agli Angelucci a Roma ci sono locali in via Trinità dei Pellegrini, piazza Campitelli, via del Conservatorio e via Aracoeli.
L'operazione chiave. Nel 2004 è stato individuato un altro grosso acquirente a cui sono stati venduto cento immobili per quasi 7 milioni di euro. Altri 8 milioni di euro circa sono arrivati da ulteriori vendite, per un totale di circa 16 milioni. Briciole rispetto al debito pregresso. Sembra chiaro da questa relazione che il vero «sblocco» dei debiti sia arrivato dalla transazione compiuta dall'advisor, Unipol Merchant, intermediario con il pool bancario, grazie all'intervento degli Angelucci.
Il ruolo di Unipol merchant. Un passaggio particolare della relazione dei liquidatori di Beta viene dedicato all'advisor. Nel documento non ne viene citato il nome, ma è Unipol Merchant, banca d'affari di Unipol e di cui erano presidente e vicepresidente Giovanni Consorte e Ivano sacchetti. La conferma si trova sul sito di Unipol Merchant, tra le attività svolte: «Assistenza a Beta immobiliare nella trattativa con il ceto bancario per la ristrutturazione-estinzione del debito». Nella relazione della Beta i liquidatori scrivono a proposito della banca d'affari diretta da Consorte: «Va evidenziato che il successo ottenuto in questa delicata fase iniziale, propedeutica per il proseguo della liquidazione, è in gran parte dovuto all'ausilio e alla consulenza di un advisor finanziario, che ci ha continuamente assistito». Il condono di Tremonti. La Beta Immobiliare nel 2004 si è avvalsa del condono tombale «per l'anno 2002, ottenendo così un risparmio, in termini di sanzioni, di 535.520 euro». E' il tanto contestato (dalla sinistra) condono del ministro Tremonti. Ma le marachelle del passato con il fisco sono state tante che nel corso del 2004 e nel 2005 sono piovute sulla società del partito di D'Alema e Fassino «cartelle esattoriali per omessi versamenti per 1.200.000 euro».
«Col governo D'Alema i DS entrarono a Palazzo Chigi con le pezze al culo
e ne uscirono miliardari»
Marco Travaglio, noto amico di Berlusconi.
Per me Travaglio è un furbo. Gli fa comodo smarcarsi e non essere etichettato come organico alla sinistra. Non gli credo a priori, devo avere più prove.
Ma per molti di sinistra, Travaglio è un SEMIDIO. Credono incondizionatamente ad ogni pagina dei suoi libri.
Propongo questa sua dichiarazione come ulteriore spunto di riflessione e dibattito.
Ci sono almeno cinquanta milioni di buoni motivi per non votare questa sinistra...
"si avvicinano le elezioni e l'aria di censura è sempre piu respirabile...Tanto ve ne andrete a casa e il tuo amico Silvio dovra rendere conto di molte cose dopo la sua sconfitta e non avendo piu il potere che ora ha mi sa che tanta gente che prima gli leccava il culo pero obbligo ora se la ritrovera contro...Tanti auguri il male che avete fatto a questo paese vi si ritorcera contro"
Jijo2006
Ho ricevuto questo messaggio quache giorno fa. Mettete un pò a posto la punteggiatura e fatevi quattro risate...:-)
Dedicato ai Ds
Chi di magistrato e disinformazione ferisce....
"Una domanda da 50 milioni di euri"
Editoriale del Foglio del 30 dicembre 2005
C’è un partito del Corriere della Sera e del suo patto di sindacato? E’ in corso un’opa segreta dei poteri forti finanziari sul partito democratico e sui futuri equilibri di governo in caso di vittoria del centrosinistra? A questa scalata partecipa anche il gruppo di Carlo De Benedetti, editore di Repubblica e tessera n° 1 che designa pubblicamente i leader e gli amministratori del nuovo partito? Negli organici del plotone d’assalto stanno Confindustria, editrice del Sole 24 Ore, e la Fiat con la Stampa? E’ vero che l’attacco in corso è anche contro l’autonomia della politica, e dunque colpisce allo stesso modo Berlusconi in una prefigurazione dell’eterno ritorno dell’identico, cioè la famosa nuova Tangentopoli? E’ questa l’origine dell’offensiva mediatica e giudiziaria che ha travolto Fiorani, Fazio, il vertice dell’Unipol e ora anche la compagnia assicurativa, e poi Gnutti il raider, e Ricucci e Coppola e insomma i cosiddetti immobiliaristi? A queste domande, più o meno apertamente, i dalemiani rispondono di sì. La novità di ieri è che anche due numeri due ex aequo di Berlusconi, Sandro Bondi che dice a D’Alema “liberiamoci insieme di questi tecnocrati” e Bonaiuti che denuncia l’indegna voglia di politica del Corriere, tendono a rispondere nello stesso modo.
A noi piacciono gli outsider, che quando non siano rubagalline funzionano da sempre nella storia come elementi di rinnovamento. Ci piace l’autonomia della politica fino al punto che per difenderla abbiamo abbracciato per anni l’antipolitica, unico antidoto a un’universale soggezione al partito mediatico-giudiziario e al suo circo nell’Italia degli anni Novanta e seguenti. Ma non ci piace essere presi per il culo.
Con il massimo rispetto per le persone e per il loro diritto all’immagine, specie per quelle persone (e gruppi e partiti e movimenti) che non lo hanno riconosciuto agli altri, osserviamo dunque che prima di partire in crociata contro la galassia del nord, contro il Corriere e la regia politica di Paolo Mieli, vogliamo un’adeguata spiegazione politica di quella provvista generosa di denari messa insieme in quote percentuali identiche da Giovanni Consorte e Ivano Sacchetti. Cinquanta milioni di euri sono cento miliardi di vecchie lire. Qualcosa di simile alla provvista Enimont. Qualcosa di molto diverso da un cumulo di consulenze finanziarie. Qualcosa di molto diverso da generici “arricchimenti personali”. Questi soldi hanno cominciato a passare di mano quando il premier di sinistra D’Alema sosteneva i “capitani coraggiosi” dell’opa Telecom, quando l’ex senatore della sinistra indipendente e avvocato d’affari di grido della Milano che conta, l’avvocato Guido Rossi, replicò a quella affermazione con una battuta celebre e temeraria, ma mai spiegata bene né dal mittente né dal destinatario: “A Palazzo Chigi funziona l’unica merchant bank in cui non si parla l’inglese”.
D’Alema e i suoi hanno sostenuto i capitani coraggiosi e gli ex capi delle cooperative ora dimissionari, e hanno in modo obliquo segnalato la loro contiguità e solidarietà politica a un personale di gestione di banche, assicurazioni popolari, gruzzoli mobiliari e patrimoni immobiliari ora sotto inchiesta per diversi reati. Sono stati politicamente parte di una rete amica e trasversale, di soldi e di potere, che ora viene smantellata da loro vecchie conoscenze, primo fra tutti il grande inquisitore finanziario Francesco Greco. E quella provvista finanziaria, insieme con una scalata bancaria collegata in modo opaco a grandi maneggi in azioni Rcs e a una complicata partita giocata intorno all’Antonveneta e alla Banca d’Italia, non è uno di quei dettagli che si possano cancellare ricorrendo alla denuncia di un grande disegno di annientamento della forza politica costituita dagli ex comunisti.
Non ci accontentiamo dei silenzi di Prodi, delle denunce a tempo di Parisi, del solito passo laterale di Amato, delle richieste di autocritica di Napolitano, della difesa pelosa dei diritti del mondo cooperativo, dell’interpretazione dell’ultima dichiarazione di Veltroni o di Rutelli o di De Benedetti, dei mille fumi e fuochi fatui che ci danzano davanti. Quando fu sotto attacco, anche Craxi se la prese con i giornali e con i poteri forti, mentre tutto il mondo politico e degli affari sobbolliva come oggi al calore della viltà e della dissimulazione all’italiana, ma poi andò alla Camera e disse intera la sua verità sul rapporto tra i soldi e la politica, andò al processo Enimont e disse intera la sua verità sul rapporto tra soldi e politica davanti a un impietrito Tonino Di Pietro. I nuovi Craxi, alleati di Di Pietro e delle procure di mezza Italia, ora facciano lo stesso. Poi parleremo di Paolo Mieli e del Corriere della Sera.
FACCE DI BRONZO...
Fossi di sinistra mi verrebbe un pò di rabbia e il voltastomaco. Dopo tanto predicare di diversità, di superiorità morale, di etica e morale, questi non sono tempi proprio felici per Prodi e compagnia bella. Già l'assunto fa ridere.
Hai scelto come leader uno della statura morale di Prodi. Uno che non è propriamente una cima nella sua materia, che ha dato prove perlomeno contrastanti se non deludenti nei suoi precedenti mestieri. Uno che è stato cooptato dalla vecchia cerchia di potere democristiana grazie alla quale aveva fatto fortuna senza particolari meriti. Uno che sino all'altro ieri veniva solo ricordato per la seduta spiritica vera o inventata...e vai a giudicare gli altri...
Ma tant'è. Dunque quelli di sinistra si stracciano le vesti per 1800 euro con le quali il cavaliere nero Berlusconi ha sanato irregolarità fiscali per circa sei anni. Si tratta di condono, ma non tombale.
A sinistra sono coerenti. Ecco alcule dichiarazioni e titoli dei mesi scorsi:
Piero Fassino tuonava: "Il Governo sa fare solo una cosa: sanare l'illegalità". l'Unità strillava: "Finanziaria dello scempio, devastazione dell'etica fiscale, misura disastrosa che prelude all'Argentina", e Gugliemo Epifani attaccava: "Il condono è l'ultimo dei messaggi a favore dell'illegalità lanciati dal Governo"
Poi, giri l'angolo della falsità morbosa, delle parole bugiarde ma violente e pesanti come pietre e trovi in ordine sparso:
Flavia Prodi, novembre 2005, 8000 euro pagate per la sanatoria fiscale della sua società, la Aquitania srl.
Beppe Grillo, (dev'essere un'omonimo..), condono tombale, ben due volte, per la sua impresa immobiliare, la Gestimar srl (proprietaria di diverse costruzioni tra la Liguria e la Sardegna). In totale 416 mila euro.
E non è mica finita: La società Nie (nuova impresa editoriale) che è la società editrice de "'Unità" sanava due anni fa Irpeg e Iva pagando 38.204 euro.
Jacopo Fo, figlio del giullare Nobel ha aderito a ben sedici (dico sedici..) sanatorie edilizie.
La Cgil con i Caf di Lazio e Basilicata ha aderito al condono fiscale.
La Beta, maxi immobiliare che possiede gli immobili usati come sede dei Ds, ha effettuto il condono tombale per imposte dirette e Iva ed ha chiesto il condono per una vertenza con Fisco in merito alle imposte del registro. Stessa sorte per la finanziaria Se.Var, braccio operativo della Quercia (che ne possiede l'80 per cento) per quanto riguarda l'organizzazione di eventi, feste e convegni.
La lista sarebbe davvero lunga. Per concludere basterà ricordare che secondo un'indagine dell'Eurostat, su oltre 180mila società in qualche modo controllate dalla sinistra, oltre la metà hanno aderito a ben due condoni.
Quanti regali vi ha fatto quello che fa le leggi solo per sè? E quanta coerenza manifesta chi urla contro un condono e poi lo usa con disinvoltura?
In sostanza: quelli della sinistra, i leader, i partiti, (e magari pure la base), sono e si sentono diversi. Sono sepolcri imbiancati. Per li partiti di sinistra vale la regola del "si fa ma non si dice". Per loro sino ad oggi è sempre valsa l'impunità assoluta. Sino a Bancopoli.
Ma noi che non siamo di sinistra non possiamo giudicare. Loro sono migliori. A prescindere. E così mi devo tenere il mio piccolo mondo borghese. Naturalmente moralmente inferiore.
AK
La verità ha ali più ampie, robuste e forti di qualsiasi bugia. Ciao Fabrizio.
"Al direttore - Liberi gli ostaggi italiani nello Yemen. Ancora incerta la sorte di quelli diessini in via Solferino".
Dal Foglio
FASSINO E COOP ROSSE, SIETE PEGGIO DI BERLUSCONI!
Frase ( scritta bella grande) che ho letto stamattina su di un muro della mia città. Spray nero su sfondo grigio (la parete).
Vi siete mai chiesti perché la Groenlandia si chiama così?
di Giorgio Bianco - Ragion Politica
Uno dei temi assolutamente centrali del dibattito ambientale, come è noto, è da tempo la questione dei cambiamenti climatici. Ed è altrettanto noto che la stragrande maggioranza delle organizzazioni ambientaliste tradizionali hanno fatto propria la teoria del «riscaldamento globale»: il pianeta avrebbe, come recita il titolo di una recente pubblicazione, «la febbre», andrebbe cioè incontro ad un drammatico innalzamento della temperatura, causato dall'eccessiva produzione di anidride carbonica (CO2) determinata dalle attività produttive dell'uomo e foriero, sempre secondo questi «apocalittici», di sconvolgimenti quali desertificazioni, epidemie, innalzamento degli oceani, alluvioni. In realtà, la teoria del riscaldamento globale di origine antropica è estremamente dubbia ed è oggetto, da più parti, di contestazioni sia di ordine scientifico sia di ordine storico. Dal punto di vista scientifico, il primo e più clamoroso dato è il fatto che, malgrado anni di studi, la reale influenza della CO2 sulla temperatura e sui cambiamenti climatici non è affatto chiara. Lo dimostra il clamoroso capovolgimento delle previsioni rispetto agli anni Settanta, quando era moneta corrente la teoria secondo cui l'aumento dell'anidride carbonica avrebbe determinato un drammatico abbassamento della temperatura, una pericolosa avanzata dei ghiacciai, insomma un progressivo congelamento del pianeta, che secondo alcuni si sarebbe trovato alle soglie nientemeno che di una nuova Era glaciale. Un'altra spia del carattere poco scientifico delle posizioni degli ambientalisti catastrofisti va individuata nel fatto che la loro propaganda ha finito per generare una grave confusione concettuale e semantica, con la sovrapposizione della teoria del riscaldamento globale e l'effetto serra, fenomeno assolutamente naturale e addirittura indispensabile all'esistenza della vita sul pianeta. L'espressione «effetto serra», infatti, sta ad indicare il fatto che l'atmosfera trattiene i raggi del sole, che diversamente, una volta colpita la superficie terrestre, rimbalzerebbero nello spazio. Conseguenza dell'effetto serra è che la temperatura globale sulla Terra è di circa +15°, mentre se l'atmosfera non trattenesse il calore che arriva dal sole la temperatura sarebbe di circa -18°, il che renderebbe impossibile la sopravvivenza di molte forme di vita, inclusa quella umana. Tutt'altro che scontato, al contrario di ciò che pensa la maggior parte degli ambientalisti, è poi il fatto che il riscaldamento globale in cui essi vedono unicamente un apportatore di catastrofi sia conseguenza delle attività lavorative dell'uomo: dalla metà del XIX Secolo la temperatura è aumentata di circa 0,8°C (circa 0,6°C nell'arco del XX Secolo). Ora, è indubbio che le emissioni antropogeniche siano andate aumentando fin dai tempi della Rivoluzione industriale, ma quello che si omette sistematicamente di specificare è che, negli ultimi cento anni, il riscaldamento globale si è quasi interamente concentrato in due precisi lassi di tempo, dal 1910 al 1945 e dal 1975 ad oggi: una discontinuità che contraddice le tesi sull'origine antropica del riscaldamento globale. Questa variazione sembrerebbe piuttosto parte di un più ampio processo cui l'uomo è del tutto estraneo. La storia del pianeta ci rivela, infatti, che il clima è sempre stato soggetto a variazioni, con un'alternanza di periodi caldi e periodi freddi determinata da fenomeni assolutamente estranei alla presenza e al comportamento dell'uomo. Lo scienziato Antonino Zichichi ha ricordato che «nell'ultimo mezzo miliardo di anni la Terra ha perso per ben quattro volte le due calotte polari: niente ghiacci al Polo Nord e niente al Polo Sud. E per quattro volte le ha rifatte. E l'uomo non c'era». Inoltre, «140 milioni di anni fa le calotte polari ingigantirono estendendosi fino a latitudini molto basse. Oslo e San Pietroburgo erano parte della calotta polare. 280 milioni di anni fa i ghiacciai del Polo Nord arrivarono a toccare Suez in Africa, Lhasa in Tibet e Houston negli Usa. 420 milioni di anni fa Praga e Vancouver erano parte della calotta polare». D'altra parte, la Terra ha avuto periodi climatici molto più caldi di quello attuale, in nessun modo attribuibili a cause antropiche, dal momento che le attività umane erano irrilevanti, e che non hanno determinato, a dispetto degli eco-apocalittici, alcuno sconvolgimento catastrofico. «Nel 218 a.C. - scrivono Riccardo Calcioli e Antonio Gaspari - Annibale attraversò le Alpi con gli elefanti e con un esercito abituato alle temperature africane, per invadere l'Italia. ? certo che non c'era neve sulle Alpi. Secondo i paleontologi che hanno studiato la civiltà camuna, giunta al suo massimo sviluppo attorno al 300 a.C., in quell'epoca il clima della Val Camonica era subtropicale umido. In una valle laterale della Val d'Aosta esistono i ruderi di un mulino, risalente almeno al 2000 a.C., alla quota di oltre 2000 metri sul livello del mare dove oggi, al massimo, si scia. Il cosiddetto "uomo di Similaun" (5500 a.C. circa) ritrovato da escursionisti in un ghiacciaio in fase di retrogradazione, era, in base all'abbigliamento leggero, un personaggio di rango appartenuto a una popolazione di cacciatori e pastori che viveva a quote comprese tra i 2.000-3.000 metri di altitudine. [...] I ritrovamenti di resti di animali e piante, testimoniano che circa 5.000 anni fa in Italia vivevano elefanti, gazzelle, antilopi e una vegetazione che oggi esiste nella zona subtropicale in prossimità delle savane. Il record degli anni più caldi spetterebbe ai cinque secoli medioevali compresi tra l'800 e il 1300». Per parte sua, Philip Scott, professore emerito di bio-geography all'Università di Londra, ha osservato che «epidemie, carestie e collasso economico si susseguirono in occasione della piccola glaciazione. Quando la temperatura cominciò a scendere i raccolti diminuirono e l'attività vinicola in Inghilterra morì. Non capisco perché ci sono tante persone che hanno paura di un clima più mite». Lo scorso agosto Richard Hollingham, giornalista della rete TV della BBC, ha diffuso un reportage sul viaggio da lui compiuto in Groenlandia per documentare gli effetti dei cambiamenti climatici causati dall'uomo: «La Groenlandia - racconta - è una massiccia isola serrata dal ghiaccio [...] è solo avvicinandosi alla base dei ghiacciai che ci si rende conto di come il paesaggio stia cambiando. Pochi metri sopra, la roccia è totalmente nuda». Il tanto temuto riscaldamento globale sta determinando una graduale ritirata dei ghiacci, e la vegetazione ricomincia a comparire: «questa terra vede il sole per la prima volta da milioni di anni». In realtà, quest'isola di 2,16 milioni di chilometri quadrati (la più grande del mondo), popolata da 57mila abitanti e coperta all'81% da ghiacci, è tornata da circa due decenni a coltivare patate nella zona meridionale. Sempre nel Sud è stata piantata nel 1988 la prima moderna foresta groenlandese, il Greenlandic Arboretum, a Narsarsuaq, con centomila piante di specie diverse. Ma la novità più importante, come ci informava il Sole 24 Ore qualche giorno fa, sta nel fatto che, come anticipato dalle prospezioni iniziate nel 1992 dal Servizio geologico danese, nei fondali marini della zona di Disko Bay, nello Stretto di Davis, fra Groenlandia e Canada, potrebbero celarsi bacini petroliferi in grado, se la loro presenza fosse confermata dalle trivellazioni, di garantire prosperità e una vera indipendenza, anche politica, a questo enorme e quasi deserto territorio, dal 1979 dotato di un Governo autonomo sotto la Corona danese. Per questo, i geologi danesi ed il Bureau of Minerals and Petroleum Groenlandese, apriranno nel 2006 alla ricerca petrolifera una zona di mare di oltre 66mila chilometri quadrati nello Stretto di Davis: l'operazione, che prenderà il nome di Disko Bay Project, ha già suscitato interesse in tutte le prime dieci compagnie petrolifere mondiali. Le prospezioni sismiche e satellitari hanno dato segnali positivi, che tuttavia potranno essere confermati soltanto dalle trivellazioni; per questo, se a Copenaghen sono convinti che il petrolio ci sia, e in abbondanza, in Groenlandia vi è chi mantiene un atteggiamento di maggiore prudenza. Una cosa è certa: le trivellazioni e l'eventuale estrazione saranno possibili solo grazie all'arretramento dei ghiacci causato dal tanto demonizzato riscaldamento globale: «i cambiamenti climatici - ha dichiarato Flemming G. Christiansen, direttore del dipartimento stratigrafico del servizio geologico di Danimarca e Groenlandia (Geus) - che per vari aspetti preoccupano, hanno favorito il nostro lavoro e sono rilevanti. Zone difficili sono diventate, dal '92 a oggi, del tutto accessibili».
Ma guarda un pò...
La procura di Milano ha aperto un’inchiesta sulla pubblicazione delle intercettazioni telefoniche dei dialoghi tra Giovanni Consorte e Piero Fassino. Nel registro degli indagati è iscritto Gianluigi Nuzzi, autore dell’articolo del Giornale, accusato di aver rivelato il contenuto di “atti coperti da segreto d’ufficio”. Che fine abbia fatto questo “segreto d’ufficio” in mille precedenti episodi che riguardano la procura milanese, lo sanno tutti, basta che abbiano sfogliato i giornali.
Questa volta, però, ci si è improvvisamente ricordati che la rivelazione di segreti d’ufficio è un reato, ma invece di identificare chi l’ha effettivamente commesso, si attacca un giornalista che ha fatto il proprio mestiere, che è quello di rivelare le notizie di cui è entrato in possesso. La fonte, peraltro, non può che stare all’interno del palazzo di giustizia, visto che le intercettazioni di Fassino non erano state messe a disposizione delle difese. Insomma pare di capire che la procura si sia irritata per il fatto che, per una volta, la propalazione di notizie riservate abbia seguito strade diverse dalle solite. Parallelamente all’iniziativa giudiziaria se ne è scatenata una politica. L’Unità si indigna perché “la stampa della famiglia Berlusconi” ha pubblicato le intercettazioni del segretario Ds. Il direttore del Giornale, Maurizio Belpietro, replica ricordando che lo stesso Fassino, in agosto, aveva chiesto la pubblicazione di tutte le intercettazioni, “così ogni strumentalizzazione potrà finire”. Il segreto istruttorio è un dovere, la libertà di informazione un diritto. Una procura che non ha garantito e non garantisce da almeno tredici anni il rispetto del proprio dovere non può rifarsi negando alla stampa il suo diritto costituzionale. Nuzzi ha fatto il suo mestiere, per questo deve essere sostenuto contro le accuse di chi cerca di scaricare su di lui le proprie manchevolezze. Per quel che riguarda Fassino, invece, sembra che gli nuocciano di più avvocati difensori come l’Unità che quelli che, raccogliendo il suo invito, hanno pubblicato le sue telefonate.
Dal Foglio
Per un anno di gioia, per un anno di speranze che non vadano deluse, ma anche solo per un anno che sia sereno, e con qualche piccola soddisfazione, qualche opera buona, un pensiero a chi sta peggio di noi.
AUGURI
A Bruce, Giorgio, La zanzara, Simone, Lorenzo, JJB, Maxime, Elektra, Il Giulivo, Enzo, Dilifa, Meta, Matty, Lecter, Don Diego e i moschettieri, don Camillo, Rino, Christian, Vittorio, Rolli, Mizzi, Tora, Skugnizzo, sorvegliato speciale, V, Valeforn, Watergate, Informazione corretta, legno storto, Badeba, Definitivo, Emile, Mario Sechi, i blogger tutti di Tocque Ville e quelli di B4CDL. Agli amici del Foglio. Ad Ann e Oriana. Ed a quelli di cui in questo momento mi sto dimenticando, con la preghiera di scusarmi.
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