Antikomunista

"PERCHE' IL COMUNISMO E' IL CANCRO DELL'UMANITA'"

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lunedì, 29 maggio 2006
BESTIARIO DELLA SINISTRA

"Il discorso del primo maggio di Fidel mi ha dato emozioni forti. Ammiro ciò che ha fatto nel ’59 e dopo. So che esiste una fetta di diritti civili non rispettati".
Il ministro dei Trasporti Alessandro Bianchi (Pci), Libero, 26/5/2006

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bestiariodellasinistra

sabato, 27 maggio 2006
NEWS

SCHEDE PULITE...

Luca Telese, inviato a Buenos Aires per il Giornale

«Finalmente ho la prova che quello che ho scritto nel mio ricorso, presentato alla giunta elettorale del Senato italiano è vero: in quel dossier ho citato numerosi casi, e non posso renderli pubblici tutti. Ne basta uno clamoroso, della sezione 619 di Caracas, che è stato controllato anche nei verbali italiani. In quel seggio c'erano 130 voti per me, e 16 per il mio concorrente di lista, Edoardo Pollastri. Nello scrutinio, questo voto è stato esattamente ribaltato,  
 facendo sì che la mia vittoria si tramutasse in una sconfitta». Dalla sede della Famiglia Piemonteisa, il suo quartier generale di Rosario, Mirella Giai non molla, e spiega che adesso è sicura di vincere il ricorso che la oppone al suo compagno di lista Edoardo Pollastri. E alla fine un piccolo colpo di scena arriva da Rosario: un comunicato stampa dei Democratici di sinistra del Sudamerica. Mentre a Roma infatti la Quercia getta acqua sul fuoco e sottolinea che tutto è stato regolare, la sezione sudamericana del partito di Fassino scrive:  «I democratici di sinistra reclamano l'elezione di Mirella Giai come legittimamente ottenuta y denuncia irregularidades en el escrutinio de las recentes elecciones italianas» ovvero: «e denunciano le irregolarità nello scrutinio delle recenti elezioni italiane».
Cioè il pasticcio elettorale, quello che ormai da giorni tiene banco sia sui giornali italiani sia su quelli argentini, e che ha tolto il seggio, addirittura dopo la proclamazione, a Mirella Giai.
Per ricapitolare questa vicenda, basterebbe far parlare i dati. In un primo tempo, il conteggio aveva assegnato 18.506 voti a lei, e 18.376 voti a Pollastri. Le era già arrivato dal ministero dell'Interno il telegramma di proclamazione. Poi, colpo di scena, Pollastri l'aveva scavalcata sulla base di un ricomputo. E qui si era creato il caso, perché un emissario dei Ds era arrivato da Roma, per cercare di convincere la Giai a rinunciare al ricorso. La tenacissima Mirella non aveva accettato. La conversazione era stata registrata in un video e inserita in un documentario Hermanos de Italia la cui anticipazione sul Giornale ha acceso la polemica.   
 Fin qui il riassunto delle puntate precedenti. Ieri l'ennesima puntata, e una denuncia molto circostanziata: «Adesso ho le prove - attacca la Giai -, non so come definirlo. Un errore? Uno stravolgimento? Una correzione impropria? Non ho le prove per dire che si tratti di una frode, l'unica cosa che mi interessa è che è stata commessa un'ingiustizia, che ora è documentabile».
Ancora più complicato e interessante il meccanismo con cui la Giai ha scoperto il seggio in cui si era verificato l'ammanco di voti più clamoroso.  
 Infatti, dopo la proclamazione di Pollastri, i suoi rappresentanti hanno acquisito l'elenco dei voti in tutte le sezioni elettorali del Sudamerica. Poi hanno iniziato un lavoro di controllo incrociato con un documento ufficioso, ma molto importante: i verbali dei rappresentanti di lista dell'Unione che nella notte dello scrutinio si erano appuntati il numero dei voti seggio per seggio. In questo modo, grazie al controllo incrociato, avevano trovato il clamoroso svarione nel seggio 619 di Caracas, in Venezuela (cioè nel Paese dove la Giai poteva contare sul sostegno della compagna di battaglia Marisa Bafile): 130 voti espressi sul suo nome erano stati spostati su Pollastri, mentre i 16 voti ottenuti da Pollastri erano stati attribuiti a lei. C'era il dolo in questa operazione?
In un primo momento, data la durezza della campagna elettorale all'interno dell'Unione, gli uomini dei Ds non avevano avuto dubbi. E nel documentario Antonio Bruzzese, responsabile dell'Inca Cgil per l'estero, aveva ruggito:  
 «I mercenari, i bugiardi, i traditori devono pagare». Ed anche la Bafile, a caldo, aveva immaginato che Franco Danieli (attuale sottosegretario), responsabile per gli italiani all'estero della Margherita, e a sua volta supporter di Pollastri, avesse una qualche parte di responsabilità: «Daniele sta facendo il pasticciaccio perché vuole il ministero. Ma sulla pelle mia deve passare prima di averlo, perché io, se solo ci provano, mi metto stesa davanti alla porta del ministero». Nella serata della sua festa elettorale,  
 rovinata dal ricomputo, in pubblico, Mirella aveva accusato: «Gli imbrogli sappiamo che ci sono, e non li vogliamo».Nelle ultime 48 ore, da quando questa disputa ha rischiato di trasformarsi in un caso nazionale, da ogni parte sono arrivate pressioni perché le due pasionarie diessine abbassassero i toni: dal partito, dalla Cgil, dai rappresentanti dell'Unione. Ed è a questo punto che la Giai ha deciso di adottare un low profile ma allo stesso tempo di continuare la sua battaglia. Ieri nel luogo simbolo degli italiani di Rosario si era radunata una piccola folla. Mirella è molto amata dalla comunità locale, e quindi oltre ai giornalisti c'erano diversi simpatizzanti. Chi ricordava il caso del governatore della provincia che aveva buttato le schede nel fiume, chi i tanti brogli che contraddistinguono anche le elezioni argentine.
Lei per ora non vuole che la situazione precipiti: «Chiedo solo giustizia, andrò fino in fondo». Ma è anche chiaro che se una così macroscopica alterazione del voto dovesse essere provata, sarà inevitabile interrogarsi su quante altre «sviste» o «errori» potrebbero essere stati commessi nella lunga notte dello scrutinio del voto degli italiani all'estero.  
 Intanto la vera paura è un'altra: non che il ricorso sia rifiutato, perché come spiega la Giai «i nostri rappresentanti a Roma hanno appurato che nel verbale, effettivamente, i voti sono attribuiti a me e che quindi su questo punto non c'è possibilità di discussione». No, la paura è un'altra, quella di ottenere ragione troppo tardi, e di subire una beffa. Ad esempio quella che si è verificata per un deputato della scorsa legislatura, che si è visto riconoscere l'elezione dopo quattro anni e mezzo di attesa, e a soli sei mesi dal nuovo voto. È proprio su questo punto che la Giai e la Bafile intendono chiedere anche ai Ds un impegno certo. «Secondo i dati che sono ora in mio possesso - conclude la Giai -, con il nuovo conteggio la situazione attuale è questa: siamo aumentati entrambi ma io ho ottenuto 19.560 voti, Pollastri 19.409. Esiste quindi un forte margine che dovrebbe superare ogni possibile dubbio della Commissione elettorale».
Un bel rompicapo per l'Unione.

Postato da: antiKomunista alle 10:40 | link | commenti (34) |
news

venerdì, 26 maggio 2006
PENSIERO CATTIVO - 68

Notizia di oggi :
Un milione di euro (UN MILIONE DI EURO!!!) al pentito Francesco Marino Mannoia, che lascia il programma di protezione. E' quanto lo Stato verserà al pentito quale "buonuscita" dopo 17 anni di collaborazione.
In pratica, si tratta della cosiddetta "capitalizzazione" con la quale potrà decidere anche di avviare una propria attività economica.

Processo Andreotti: la sentenza che ha dichiarato la prescrizione per il senatore a vita per i fatti fino al 1980, si basa proprio sulle sue dichiarazioni.

Ecco ora tutto è molto più chiaro. Cristallino.
Così si fa la lotta alla mafia.
Coprendo di soldi dei criminali. In cambio di......

Per quanto tempo dovete lavorare per guadagnare un milione di euro?
Con cui magari avviare una vostra attività?
E magari non avete mai ammazzato nessuno.

Che vergogna.

Postato da: brucewayne alle 17:35 | link | commenti (9) |
pensierocattivo

giovedì, 25 maggio 2006
IMMAGINI DAL MONDO

Postato da: antiKomunista alle 20:51 | link | commenti (1) |
immaginidalmondo

PENSIERO SERALE

"Profonda riflessione sull'Irap, riforma Biagi da non smantellare ma completare, no a nuove tasse", questo in sintesi quello che ha detto Montezemolo ad un Prodi un pò scocciato. La domanda è: cosa è successo al rosso monsignor Fiat? Si è svegliato da un sogno e si trova in un incubo?

Postato da: antiKomunista alle 20:43 | link | commenti (9) |
pensieroserale

POLITICALLY SCORRECT - 74

ABORTO SENZA DOLORE...(dal Foglio)

Prendete nota: l’aborto chimico con la pillola Ru486 è, secondo l’Unità, l’“aborto senza dolore”. Non con meno dolore, magari con diverso e “meno invasivo” procedimento, un altro luogo comune che tanto piace ai libertari de’ noantri (sulla pelle altrui) ma che almeno ha il modesto pregio della relatività. No, sull’Unità c’è scritto proprio “aborto senza dolore”. Garantito, certificato, proclamato tale da una spericolata cronista del giornale di rosso fascionato, e ribadito due volte, nel pur breve spazio dell’articolo in cui si dava conto della polemica attorno alle dichiarazioni del ministro della Salute Livia Turco sulla sperimentazione della Ru486, e delle reazioni dell’Osservatore Romano.
Ma come si può? Come si può sparare una balla così colossale e pericolosa e offensiva, davvero, per le donne? La giornalista dell’Unità, così sicura di quella castroneria, può forse non aver letto le decine di articoli che, sulla stampa internazionale (stiamo parlando del New York Times, del Wall Street Journal, del New England Journal of Medicine) raccontano in che cosa consista veramente l’aborto chimico, e quanto dolore fisico e pericolo comporti. Può giustamente ignorare le decine di articoli usciti su questo giornale e sull’Avvenire, quindi non sapere che gli effetti collaterali della Ru486 prevedono anche una infezione letale che, a tutt’oggi, ha ucciso almeno dodici donne in meno di quattro anni. Può non aver sentito parlare della dottoressa Elisabeth Aubeny, collaboratrice principale dell’inventore della Ru486, étienne-émile Baulieu, che l’anno scorso, intervistata da Skynews 24, ammetteva che il vero problema della pillola abortiva “è il dolore”. Può non sapere che il chirurgo Ignazio Marino paragona i dolori dell’aborto con la Ru486 a quelli di un “mini-travaglio”. Ma non può non conoscere ciò che scrivono gli stessi sostenitori italiani della Ru486. Un nome a caso: Silvio Viale, il medico autoincaricatosi della promozione dell’aborto chimico in Italia, lo sperimentatore al Sant’Anna di Torino. Sulla rivista Bioetica del marzo 2003, è lui a descrivere il dolore provocato dalla pillola abortiva, a enumerare gli analgesici usati per combatterlo, ad ammettere che “sembra che il bisogno di analgesia sia minore per l’aborto chirurgico”, e a raccontare che in Gran Bretagna “in una buona percentuale di casi” si somministra la morfina. Stravagante, non è vero, per l’“aborto senza dolore”?

Postato da: antiKomunista alle 20:33 | link | commenti (2) |
politicallyscorrect

mercoledì, 24 maggio 2006
ARTICOLI RUBATI - 87

Dal Foglio

Aria mefitica, clima squallido

La Bindi è lesbica, ecco una frase di uno squallore evidente e imperdonabile che non si sarebbe voluta ascoltare dalla bocca di un parlamentare dell’opposizione. Una Fuorigrotta della volgarità è la peggiore risposta possibile ai petardi disseminati da un governo politicamente debole, che copre la sua debolezza con mille bravate e si adopera a creare un clima mefitico, purtroppo in certi casi con il concorso attivo dell’opposizione. Se Prodi avesse radunato intorno a sé una classe dirigente, e ne fosse il vero leader, avrebbe fatto, dalle elezioni ad oggi, il contrario di quanto ha fatto. Avrebbe aspettato a fissare in modo grottesco la data dei festeggiamenti per il suo parco 0,6 per mille di vantaggio, avrebbe messo in cantiere una politica seria di dialogo con l’opposizione intorno alle istituzioni, avrebbe risposto con flemma alle pressioni burbanzose di partiti e partitini affamati di incarichi, avrebbe evitato di spacchettare ministeri, di lasciare che si predichi un generale ritorno indietro rispetto ad acquisizioni strategiche varate dal governo precedente, avrebbe puntato sulla speranza per il futuro e non sul rancore per il passato, e per il resto, com’è normale, gli avversari avrebbero potuto dirsene di tutti i colori. Ma così no. Così davvero il vincitore perdente legittima, partendo da un’occupazione sconsiderata delle istituzioni, senza uno straccio di progetto di intesa con metà del paese duramente rappresentata dall’ira dei perdenti vincitori, la reazione invero parecchio belluina di certi settori dell’opposizione.
Ora arriva l’allarme drammatizzante sui conti pubblici, con toni poco acconci all’esperienza di un tecnico europeizzante come Padoa Schioppa, poi la minaccia viscosa di tassare il tassabile, e insieme un’offensiva di valori confusa sui temi eticamente sensibili, e una raffica di cretinate su tutto il resto. Dove vogliono andare? Non si sa. Si intuisce che hanno una sola speranza, che il Cav. non riesca a trasformare la collera in politica efficace e seria, per far pesare il voto e la rappresentanza parlamentare che gli è stata data, insomma che l’opposizione trasformi la sua forza in risentimento puro, dunque in rigidità mentale, in debolezza e in atroci cadute di stile. Berlusconi come caricatura intellettuale e pratica continua a servire egregiamente l’interesse politico dell’Ulivo, mentre quello di chi si oppone sarebbe servito dall’immagine anche dura, durissima, ultradura, di un uomo di stato e di lotta politica.

Postato da: antiKomunista alle 18:02 | link | commenti (13) |
articolirubati

IMMAGINI DAL MONDO

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immaginidalmondo

domenica, 21 maggio 2006
PENSIERO NOTTURNO

INTERCETTAZIONI TELEFONICHE....

Purtroppo è divenuta la prassi della magistratura italiana. Rendere pubbliche le intercettazioni (non tutte, soltanto quelle più adatte allo scopo) serve a scatenare i moralisti e i forcaioli e a condizionare l'opinione pubblica volgendola a proprio favore ancor prima che inizi il processo.

In un paese civile non dovrebbe succedere.

Postato da: brucewayne alle 23:58 | link | commenti (14) |
pensieronotturno

giovedì, 18 maggio 2006
PENSIERO TARDO-POMERIDIANO

Oggi il lodevole Fiorello ha cominciato a prendere in giro Napolitano e Prodi. Evviva le eccezioni. Ma sono seriamente preoccupato per il futuro dei nostri cosiddetti comici. Come faranno a sopravvivere senza il Caimano? No, perchè prendere per il culo uno che è all'opposizione non so quanto faccia ridere. Non si dice "piove governo ladro?" Ecco, vedo legioni di comici disoccupati...

Postato da: antiKomunista alle 17:52 | link | commenti (13) |
pensierotardopomeridiano

mercoledì, 17 maggio 2006
NEWS

Ecco la lista dei ministri del Governo Prodi (dal sito di Mario Sechi).

* Presidente del Consiglio: Romano Prodi

* Vicepresidenti del consiglio: Massimo D’Alema (con delega
agli Esteri) e Francesco Rutelli (con delega ai Beni culturali)

* Ministri senza portafoglio:

Linda Lanzillotta (Affari regionali)
Rosy Bindi (Famiglia)
Giulio Santagata (Programma di governo)
Luigi Niccolais (Funzione pubblica)
Giovanna Melandri (Giovani e sport)
Barbara Pollastrini (Pari opportunità)
Emma Bonino (Politiche comunitarie)
Vannino Chiti (Rapporti con il Parlamento)

Ministri con portafoglio

* Economia e finanze: Tommaso Padoa-Schioppa
* Interno: Giuliano Amato
* Sviluppo economico: Pierluigi Bersani
* Difesa: Arturo Parisi
* Giustizia: Clemente Mastella
* Solidarietà sociali: Paolo Ferrero
* Lavoro: Cesare Damiano
* Politiche agricole: Paolo De Castro
* Infrastrutture: Antonio Di Pietro
* Trasporti: Alessandro Bianchi
* Ambiente: Alfonso Pecoraro Scanio
* Salute: Livia Turco
* Comunicazione: Paolo Gentiloni
* Istruzione: Giuseppe Fioroni
* Università e ricerca: Fabio Mussi

Postato da: antiKomunista alle 18:50 | link | commenti (68) |
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IMMAGINI DAL MONDO

Dal Blog www.ilpari.blogspot.com

Postato da: antiKomunista alle 18:38 | link | commenti (2) |
immaginidalmondo

BESTIARIO DELLA SINISTRA

Le opinioni degli ebrei italiani sulla politica nostrana altro non sarebbero che «un'indebita pressione sugli affari interni» dello Stato.

Alberto Asor Rosa (che non è nuovo a rigurgiti antisemiti...)

Postato da: antiKomunista alle 18:36 | link | commenti (3) |
bestiariodellasinistra

giovedì, 11 maggio 2006
NEWS

O..NU!

La “storica” apertura postale dell’iraniano Ahmadinejad in realtà era l’ennesima presa per i fondelli, condita con il solito concentrato di deliri antisemiti e negazionisti dell’Olocausto. Del resto, che cos’altro poteva essere? Eppure, per il momento, è riuscita a ottenere ciò a cui mirava: prendere tempo e dividere la cosiddetta comunità internazionale riunita al Palazzo di Vetro per decidere, diciamo così, come affrontare le violazioni nucleari dei turbanti atomici. Cina e Russia, infatti, hanno detto di no alla bozza di risoluzione che avrebbe voluto imporre una prima serie di sanzioni diplomatiche ed economiche al regime di Teheran. Contemporaneamente, nello stesso Palazzo di Vetro, ieri è nato il nuovo e, in teoria, riformato Consiglio dei diritti umani che ha preso il posto della discreditata, anche per i canoni Onu, Commissione di Ginevra. Il risultato della tanto strombazzata riforma di Kofi Annan è stato che i principali violatori dei diritti umani sono stati eletti, esattamente come prima, nell’organo dell’Onu che in teoria dovrebbe vigilare sulle violazioni dei diritti umani. Cina, Arabia Saudita, Cuba, Pakistan, Russia ci saranno, mentre l’Iran spera nel secondo round di votazioni.
Tornando al dossier Iran, l’armata dei nuovi appeasers – 68 anni dopo la Conferenza di Monaco che ha aperto le porte ad Adolf Hitler – alla notizia della lettera di Ahmadinejad a Bush aveva gongolato perché, a loro dire, questa dimostrava come con gli ayatollah si potesse trovare un accordo. Ieri il contenuto della lettera ha fatto svanire speranze e illusioni. Teheran non si è mossa di un millimetro rispetto ai progetti atomici e con toni e argomenti da fanatici religiosi ha continuato a contestare l’esistenza di Israele e si è spinta fino ad avanzare sospetti sulla corresponsabilità di Washington negli attentati dell’11 settembre, come in un bel film di Michael Moore. A leggere la lettera, tono apocalittico a parte, la prima cosa che viene a galla è una certa sovrapponibilità tra l’analisi terzomondista, antioccidentale e antiamericana di Ahmadinejad e quella di un’ampia fetta della sinistra occidentale. Ma nelle diciotto pagine scritte da Ahmadinejad ci sono due frasi che risultano convincenti anche per queste colonne. La prima è un atto d’accusa alla democrazia e al liberalismo che dimostra come Ahmadinejad, al contrario di buona parte della sinistra, abbia capito quale sia l’arma principale contro l’islamismo. La seconda frase, involontariamente autobiografica, è questa: “La storia ci dice che i governi repressivi e crudeli non sopravvivono”. Appunto.

Dal Foglio
 

Postato da: antiKomunista alle 19:31 | link | commenti (118) |
news

mercoledì, 10 maggio 2006
EDITORIALE

Cuba e dintorni

Riporto da Repubblica: "Con un patrimonio di 900 milioni di dollari, il presidente cubano (?)Fidel Castro è uno dei dieci capi di stato più ricchi del mondo. Per la precisione, si piazza al settimo posto della classifica di "Re, regine e dittatori" più facoltosi stilata ogni anno dalla rivista finanziaria Forbes".
L'amato (dalla sinistra italiana) e odiato (da tutti coloro che hanno in spregio le dittature e un pò di buon senso) Fidel, il Lider Maximo osannato da Bertinotti e Diliberto, è straricco sfondato. Non preoccupatevi. E' "robba" del valoroso popolo cubano. Ma per ora se la gode lui.
Sempre a proposito di Cuba, dopo gli edulcorati filmastri che ci mostrano un idealista romantico che lotta per la libertà e la pace (pare fosse lo stesso che voleva 10, 100, 1000 Vietnam e che trovava l'odio fondamentale per trasformare l'uomo in una fredda macchina da guerra), arriva (era ora..) un coraggioso film di Andy Garcia.
Sapete, pare che sia anche lui uno dei tanti esuli cubani fuggiti dalla dittatura castrocomunista (aveva 5 anni e fu il padre a salvarlo da quel regime). Ecco, il nostro, fra non pochi problemi (Hollywood è un pò come l'intellighenzia di sinistra delle nostre parti), ha deciso di mostrare il volto vero di quella tragica dittatura con il film "The Lost City".
Il lungometraggio è ambientato all'Havana e racconta il passaggio da città di perdizione, durante il regime di Batista, a società marxista, repressiva e puritana, per mano di Fidel Castro, che dimessi i panni del rivoluzionario, si trasforma in un dittatore. The Lost City non lascia dubbi sul giudizio negativo che Andy Garcia ha del governo castrista.
Speriamo che qualcun altro segua il suo esempio, anche se a rovinarci ci hanno già pensato l'alcolista e inventa balle (nonché ecellente regista, bisogna ammetterlo) Oliver Stone con un mega documentario su Fidel, e forse pure il regista di Ocean Eleven che dovrebbe fare l'ennesima apologia sul Chè.
Ah dimenticavo, quel simpaticone di Minà, il famoso giornalista leccadidietro castrista forse potrebbe essere sottosegretario agli esteri di questa ridicola maggioranza ad alto tasso alcolico (pampero). Recentemente ha affermato "Io non stringerei mai la mano a Bush". Grande e coerente. Siamo davvero in buone mani.

AK

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editoriale

POLITICALLY SCORRECT - 73

L'incredibile caso Moggi (riporto il post integrale, grazie a Bruce per la segnalazione)


IL FOGLIO, 9 maggio 2006
 Siamo un paese fatto così. Da una settimana gli italiani hanno la prova mediatica che la Juventus compra gli arbitri. Ma questa “prova” arriva da una richiesta di archiviazione che, al contrario e senza alcun dubbio, prova come la Juventus non abbia comprato gli arbitri. Buffo, no? La richiesta di archiviazione non è stata scritta da un magistrato del porto delle nebbie né da un amichetto del quartierino né da un ipergarantista, ma da quel Marcello Maddalena che in un libro-intervista a Marco Travaglio disse che “quello immediatamente successivo all’arresto è un ‘momento magico’…” (pagina 27, righe 24 e 25).
Le intercettazioni che in questi giorni abbiamo letto sui giornali sono allegate al documento depositato da Maddalena che chiede al Tribunale di chiudere la pratica perché si tratta di una “indagine indubbiamente destinata a durare per anni e a riempire in eterno le pagine dei giornali e le trasmissione radiotelevisive ma per il cui avvio, lo si ripete, non è rimasto, allo stato (dopo tutti gli accertamenti che sono stati effettuati), neppure uno straccio di ‘notizia’ che lo consenta”. Avete letto bene, anche se in tv e sui giornali non viene ricordato: il magistrato ha scritto che dopo tutti gli accertamenti non esiste “neppure uno straccio di notizia” che consenta di continuare l’indagine. In un paese normale ci sarebbero state le scuse pubbliche alla Juventus e soltanto, ripeto: soltanto, un severo giudizio etico e disciplinare nei confronti del designatore degli arbitri e del direttore di una società sportiva colti a intrattenere rapporti troppo stretti. Le inchieste di Roma e Napoli riguardano altro, a quanto se ne sa: la gestione di calciatori, non di arbitri.
Dai processi si può uscire soltanto in due modi, o da innocenti o da colpevoli. Moggi, Giraudo e il designatore degli arbitri ne sono usciti da innocenti, sia in punta di diritto sia in punta di fatto. Per la precisione, nel processo non ci sono nemmeno entrati perché la stessa procura della Repubblica che ha ipotizzato nei loro confronti prima il reato di associazione a delinquere, poi di corruzione e infine di frode sportiva – e per questo li ha iscritti nel registro degli indagati – ha deciso che gli elementi raccolti, vale a dire le telefonate che abbiamo letto sui giornali, non solo non erano sufficienti a sostenere l’ipotesi accusatoria in un processo, ma non bastavano nemmeno a far continuare le indagini né per il reato di associazione, né per il reato di corruzione né per il reato di frode sportiva. Addirittura, ha scritto il pm Maddalena, “in ordine a eventuali designazioni di arbitri finalizzate a favorire la Juventus, dalla oggettiva analisi della documentazione non solo non si trae conferma alla iniziale ipotesi investigativa, ma al contrario si traggono elementi probatori di segno opposto, indicativi della assenza di irregolarità e di forme più o meno mascherate di designazioni arbitrali pilotate da parte del Pairetto”. Di nuovo, ci sarebbe da chiedere scusa alla Juventus. Invece, con la stessa foga dei bei tempi di Mani Pulite, si usano intercettazioni giudicate dai magistrati “elementi probatori di segno opposto” e “indicativi della assenza di irregolarità e di forme più o meno mascherate di designazioni arbitrali pilotate” per condannare in diretta televisiva e sui soliti giornali mozzorecchi chi nelle aule giudiziarie è risultato senza alcun dubbio innocente. Al carnevale giustizialista partecipa il solito Marco Travaglio, per l’occasione riesumato da Repubblica, il vice Torquemada della Gazzetta dello Sport e un paio di ridicoli deputati che, in quanto interisti o romanisti, si sono presi una licenza dalla loro presunta fede garantista nei confronti di Craxi e Berlusconi.
Ripeto: fatto salvo il tono delle telefonate, il linguaggio da bar dello sport e la millanteria dei protagonisti l’unica cosa che emerge dalle intercettazioni è l’inelegante intimità di rapporti tra uno dei due designatori e Moggi. La richiesta di avere taluni arbitri alle partite amichevoli, che peraltro dalle intercettazioni risulta avvenire dopo la designazione, è consentita ed è legittima visto che le amichevoli sono partite organizzate dalle società e non dalla federazione (parole sempre del pm). Quanto alla partita di Champions League, dalle intercettazioni viene fuori che Moggi avrebbe preferito un arbitro diverso da quello poi effettivamente designato. E il magistrato spiega che in generale “pare alquanto limitata la possibilità di Pairetto di pilotare le designazioni arbitrali”, mentre nel caso specifico “emerge come per tale partita la designazione dell’arbitro non sia stata affatto pilotata dal Pairetto”.
Un’altra intercettazione riguarda una Maserati sollecitata da Moggi a casa Agnelli. A leggere i giornali e ascoltare la tv sembra che Moggi abbia regalato una macchina costosa a Pairetto. Ecco che cosa scrive Maddalena: “L’ipotesi accusatoria… non ha trovato alcun riscontro, non potendosi ritenere tale il presunto intervento da parte di Moggi per anticipare la consegna di una autovettura Maserati destinata a conoscenti di Pairetto (autovettura regolarmente pagata dagli acquirenti)”. Leggete qui: “L’interessamento richiesto a Moggi non riguarda la consegna a titolo gratuito dell’auto e nemmeno la concessione di sconti, bensì il fatto che i tempi ordinari di consegna dell’auto sono molto lunghi, circa un anno di attesa”.
Le parole del pm Maddalena, di nuovo, sono definitive: “In tutta l’imponente massa delle conversazioni intercettate emerge in verità un atteggiamento integrante una sorta di ‘presunzione’ o ‘complesso di superiorità’ che potrebbe suonare così: ‘noi siamo i più bravi, i più forti, i più belli, i più tutto: ergo, non abbiamo bisogno di arbitri compiacenti o di favori, ma solo di arbitri bravi, onesti e corretti, che arbitrino secondo le regole… E così vinceremo’. Ed in effetti tutte le osservazioni, i commenti, le indicazioni (per le partite amichevoli), i suggerimenti riguardanti gli arbitri sembrano porsi sempre nell’ottica della ricerca dell’arbitro migliore per le partite della Juve, dell’arbitro cioè che meglio garantisca il regolare andamento ed il regolare esito della competizione sportiva”.
Le intercettazioni si sono protratte fino a comprendere le prime quattro giornate di campionato. Scrive il pm: “Per tre di queste partite non sono state registrate conversazioni utili tra gli indagati, nel senso che gli arbitraggi di tali gare non sono stati oggetto di particolari commenti e valutazioni”. Si è parlato, invece, di Samp-Juve, finita 0-3. E qui c’è una delle più incredibili mistificazioni giornalistiche degli ultimi anni. I giornali legano a quella partita una telefonata a Pairetto da parte dell’arbitro Dondarini (quella dei “cinquanta occhi che guardano”). La richiesta di archiviazione invece dice chiaramente ed esplicitamente l’opposto: i due non parlavano di Juventus, ma dell’inserimento di Dondarini nella lista degli arbitri internazionali nelle liste Uefa. L’arbitro sarebbe stato sotto i riflettori dell’Uefa, non di Moggi. Leggete che cosa ha scritto il magistrato: “E quindi si tratta di conversazione assolutamente… innocua (anche nell’ottica della peggior cultura del sospetto) perché di Samp-Juve non si parla proprio e, men che meno, si parla o si accenna a un arbitraggio di favore per la Juventus”.

Infine, ha scritto il procuratore Maddalena: “Ferme restando tutte le perplessità che suscita l’eccessiva contiguità tra il designatore arbitrale Pairetto ed i dirigenti della Juventus, rimane la considerazione – obbiettiva – che di quattro partite di campionato giocate ad intercettazioni in corso, e quindi possibili oggetti di frode sportiva, su tre non si sono registrati commenti di alcun genere idonei a supportare l’ipotesi di reato, e su una – appunto Sampdoria-Juventus – sono state invece registrate significative conversazioni tra tutti i protagonisti della ipotizzata possibile frode, ma da esse non solo non si traggono riscontri alla ipotesi investigativa, bensì piuttosto elementi di prova di segno contrario”. Né associazione a delinquere, né corruzione né frode sportiva, “piuttosto elementi di prova di segno contrario”. Moggi sarà impresentabile, ma se al Quirinale ci fosse uno come D’Alema, uno che la gogna delle intercettazioni sa che cosa sia, tutto ciò, diciamo, non accadrebbe.
Christian Rocca

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politicallyscorrect

martedì, 09 maggio 2006
PENSIERO POMERIDIANO

Tutta colpa di Carlo Aurelio....

L'ormai ex presidente Ciampi si è dimostrato poco coraggioso.
Dopo il voto l'Italia spaccata in due aveva bisogno di lui. Ha passato sette anni a far parate
con la signora Franca, a raccogliere gli applausi dei sindaci e degli scolari. Fesserie.
Ora che doveva fare qualcosa di veramente importante per tutti, si tira indietro.
Rappresentare una nazione unita. Un punto fermo. Magari solo per qualche anno,
finchè la salute lo sostiene.
Invece si fa da parte.
E sarà ancora sterile rissa.
Napolitano andrebbe bene, benissimo, ma con un'altra maggioranza.


Suggerimento in extremis: i due poli facciano un accorato appello congiunto al livornese
perchè ci ripensi.

Postato da: brucewayne alle 15:51 | link | commenti (59) |
pendieropomeridiano

POLITICALLY SCORRECT

L'incredibile caso Moggi

Siamo un paese fatto così. Da una settimana gli italiani hanno la prova
mediatica che la Juventus compra gli arbitri. Ma questa "prova" arriva
da una richiesta di archiviazione che, al contrario e senza alcun
dubbio, prova come la Juventus non abbia comprato gli arbitri. Buffo,
no? La richiesta di archiviazione non è stata scritta da un magistrato
del porto delle nebbie né da un amichetto del quartierino né da un
ipergarantista, ma da quel Marcello Maddalena che in un libro-intervista
a Marco Travaglio disse che "quello immediatamente successivo
all'arresto è un 'momento magico'…"

Christian Rocca

Postato da: brucewayne alle 15:11 | link | commenti (2) |
politicallyscorrect

giovedì, 04 maggio 2006
PENSIERO SUBLIME

«L'Italia del centrodestra e del centrosinistra saranno sempre a fianco di Israele come un baluardo a difesa della sua democrazia e libertà» ha affermato Berlusconi intervenendo alla cerimonia per lanniversario della nascita dello stato ebraico. Berlusconi ha affermato che andrà avanti su questa strada «in sintonia con la sinistra». «Oggi siamo tutti Israeliani», ha aggiunto. «Israele è parte fondamentale dell'occidente ed è un paese europeo», ha concluso. Ognuno a fianco dell'ambasciatore in Italia dello Stato di Israele Ehud Gol, poi, Romano Prodi e Silvio Berlusconi hanno brindato ad Israele al termine della festa.

Postato da: brucewayne alle 18:26 | link | commenti (43) |
pensierosublime

mercoledì, 03 maggio 2006
IMMAGINI DAL MONDO

Postato da: antiKomunista alle 22:28 | link | commenti (50) |
immaginidalmondo

lunedì, 01 maggio 2006
PENSIERO NOTTURNO

BUON PRIMO MAGGIO A TUTTI!

P.S.: non ho mai capito perchè per la festa dei lavoratori non si lavora....

Postato da: antiKomunista alle 01:23 | link | commenti (58) |
news, pensieronotturno

IMMAGINI DAL MONDO

 

Postato da: antiKomunista alle 01:20 | link | commenti (15) |
immaginidalmondo

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Attenzione: blog moralmente e antropologicamente inferiore

Per l'Occidente